Coronavirus Abruzzo: casi positivi a 4607. I test delle ultime ore danno +30 positivi

La Asl Lanciano Vasto Chieti conferma tre studenti positivi ai test. A Giulianova il Sindaco avverte su un nuovo caso in città. 267 finora, i casi di Covid-19 tra i minori di 18 anni in Abruzzo

Sono complessivamente 4607 i casi positivi al Covid 19 registrati in Abruzzo dall’inizio dell’emergenza. Rispetto a ieri si registrano 30 nuovi casi (di età compresa tra 10 e 87 anni). Ieri  Il bilancio dei pazienti deceduti registra 1 nuovo caso e sale a 482 (si tratta di una 97enne della provincia di Pescara).

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 3108 dimessi/guariti (+7 rispetto a ieri, di cui 16 che da sintomatici con manifestazioni cliniche associate al Covid 19, sono diventati asintomatici e 3092 che hanno cioè risolto i sintomi dell’infezione e sono risultati negativi in due test consecutivi).

Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 1017 (+24 rispetto a ieri).

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 209580 test (+1244 rispetto a ieri).

72 pazienti (+2 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 7 (+1 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 938 (+19 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Del totale dei casi positivi, 671 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+10 rispetto a ieri), 1092 in provincia di Chieti (+3), 1947 in provincia di Pescara (+4), 853 in provincia di Teramo (+12), 37 fuori regione (invariato) e 7 (+3) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

Lo comunica l’Assessorato regionale alla Sanità.

ASL2, 3 STUDENTI POSITIVI IN PROVINCIA DI CHIETI

Sono 3 gli studenti contagiati dal Coronavirus che frequentano le scuole della provincia di Chieti, due del secondo anno e uno del primo. L’ultimo è uno studente residente nel capoluogo teatino che frequenta un istituto di un’altra città. Per tutti sono scattate le misure previste dai protocolli di gestione dei casi di Covid19 negli istituti scolastici, e messi in quarantena i compagni delle tre classi interessate, circa 50 in tutto. Saranno in isolamento fiduciario per 14 giorni dalla data dell’ultimo contatto. Per gli insegnanti, invece, è prevista l’esecuzione del tampone, e in caso di esito negativo il rientro in aula. Un gran lavoro, dunque, per il Dipartimento Prevenzione della Asl Lanciano Vasto Chieti, diretto da Giuseppe Torzi, e in particolare per la referente Covid Scuole Donatella Belfatto, impegnati in queste ore nella ricostruzione della catena dei contatti avuti dai ragazzi risultati positivi al test, la cui vita di relazione, come normalmente accade, abbraccia ambiti diversi, dentro e fuori la scuola. 

Ma c’è un altro tema che rende complicata in queste ore la vita dei dirigenti scolastici da una parte e medici di medicina generale e pediatri dall’altra, e riguarda il rientro a scuola di alunni e operatori assenti per Covid19, sospetto o confermato. A fare chiarezza ci ha pensato l’Ordine dei Medici della Provincia di Chieti, che ha  stilato un documento, a firma del Presidente Ezio Casale, inviato alle categorie professionali interessate e ai Dirigenti Scolastici, nel quale vengono richiamate procedure e percorsi per la gestione dei casi di infezione o sospetti tali a scuola, e puntualizzato l’aspetto delle certificazioni.

Più semplice il percorso delle persone risultate positive al test, che potranno tornare al proprio posto con l’attestazione di guarigione rilasciata dopo l’esito negativo di due tamponi eseguiti a distanza di 24 ore l’uno dall’altro.  Per quanti, invece, risulti negativo il test effettuato per sintomi di sospetto Covid19, il percorso sarà valutato da medici e pediatri, che comunque ne disporranno la permanenza nel proprio domicilio fino a completa guarigione clinica, da attestare poi ufficialmente in vista del rientro a scuola, specificando che è stato seguito il percorso diagnostico e terapeutico di prevenzione del virus previsto dai documenti regionali e nazionali. 

Nel caso in cui uno studente sia stato in cura per una patologia come traumi, allergie, ferite e simili non riconducibili al Covid19 e in assenza di sintomi che facciano sospettare un contagio, va rilasciata da parte di medici di medicina generale e pediatri una certificazione di riammissione a scuola solo dopo un’assenza minima di 4 giorni per le scuole dell’infanzia, e di 6 giorni per tutte le altre scuole. 

Precisate anche altre situazioni, come l’attestazione della condizione di fragilità, che non è di competenza del medico di medicina generale o del pediatra, ma compito delle Commissioni Medico Legali Inps, Inail e Asl, sia che si tratti di un operatore scolastico che di un alunno.  Allo stesso modo non lo è la certificazione dell’assenza dal lavoro di genitori di un alunno minore messo in quarantena perché contatto stretto di un compagno di classe o insegnante Covid positivo. In tale situazione, infatti, si può far ricorso al lavoro agile per tutta la durata della quarantena, oppure alla richiesta di congedo straordinario

IN ABRUZZO 267 I MINORI DI 18 ANNI COLPITI DAL VIRUS

In Abruzzo sono stati relativamente pochi, in tutto 267 finora, i casi di Covid-19 tra i minori di 18 anni, ma proprio perché in gran parte asintomatici o paucisintomatici, i bambini sono potenzialmente dei grandi diffusori del Coronavirus. E’ quanto emerge da uno studio della Clinica Pediatrica della Asl e dell’Università di Chieti, diretta dal professor Francesco Chiarelli, che sarà illustrato mercoledì prossimo, 7 ottobre, alle ore 18 in un seminario nazionale on line sul “Covid-19 nei bambini in Abruzzo”. Si tratta del primo evento formativo proposto sull’argomento dalla Società italiana di pediatria (Sip), che metterà a disposizione delle altre sezioni regionali l’esperienza dei pediatri abruzzesi. 

«E’ vero – spiega il professor Chiarelli – che nei bambini è raro un esito infausto. Si possono ammalare, in Abruzzo i sintomi sono stati lievi e moderati, ma in Italia e nel resto del mondo non sono mancati casi anche gravi e decessi. Ma proprio perché generalmente asintomatici o paucisintomatici, i bambini sono dei grandi diffusori di Coronavirus, tra di loro e, soprattutto, tra genitori e nonni. Per questo è fondamentale rispettare sempre, nella vita quotidiana, le precauzioni che tutti ormai dovremmo conoscere, dal distanziamento fisico, all’uso dei dispositivi di protezione, alla buona pratica del lavaggio delle mani».

Dall’inizio della pandemia a fine settembre sono stati 267 i casi di Covid-19 tra bambini e ragazzi da 0 a 17 anni in Abruzzo, rispetto a una popolazione pediatrica complessiva di 194.777 residenti. In 164 casi (il 61,42%) si è trattato di pazienti asintomatici, altri 58 (21,72%) sono stati i paucisintomatici, 43 (il 16,10%) ha avuto sintomi lievi e due (lo 0,74%) sintomi moderati. Dieci i pazienti ricoverati in ospedale. Altri 257 sono stati seguiti a domicilio dai medici delle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca) e dai pediatri di libera scelta anche utilizzando la telemedicina e con il teleconsulto. 

Il 17,6% dei casi in Abruzzo ha riguardato la provincia di Chieti, il 37,5% quella di Pescara, il 24,7% quella dell’Aquila e il 20,2% il Teramano. Leggera la prevalenza dei maschi (53,6%) rispetto alle femmine (46,4%). Quanto alle fasce di età, si evidenza il crescere dei contagi al crescere dell’età: il 7,49% erano bambini di meno di un anno; il 16,10% da 2 a 5 anni; il 20,22% da 6 a 10 anni; il 56,17% da 11 a 17 anni. 

Nella fase di lockdown, secondo lo studio, la maggior parte delle infezioni a carico dei bambini si è verificata all’interno di cluster familiari. Con la ripresa dei contagi dopo l’estate, i casi sono legati a cluster familiari, a rientri dall’estero o da vacanza e a migranti giunti in centri di accoglienza.

NUOVO POSITIVO A GIULIANOVA 

La Asl di Teramo ha comunicato al Sindaco Jwan Costantini la positività al tampone da Covid-19 di un altro cittadino residente a Giulianova, per il quale sono in corso le verifiche epidemiologiche, come da protocollo.

Contemporaneamente il primo cittadino comunica alla cittadinanza la guarigione di un cittadino giuliese e la negatività di un’altra persona all’esame del tampone, dapprima risultato positivo e poi smentito da una seconda analisi.

Si attesta quindi ad 11 il totale dei contagi attualmente registrati in città.

Il primo cittadino invita la comunità al rispetto delle regole, all’applicazione del distanziamento sociale e all’uso della mascherina nei locali pubblici ed in tutti quei luoghi dove non sia possibile mantenere le distanze.

COVID19, DOPO IL POSITIVO A SCUOLA ASSALTO AI TAMPONI A ORTONA, SCHAEL: “DA DOMANI ALTRE REGOLE PER IL DRIVE-IN”

L’assalto che si è verificato nella giornata di oggi al Drive In di Ortona ha indotto la Direzione Asl a dare regole più stringenti per l’esecuzione di tamponi. A partire da domani avranno accesso alla postazione mobile del 118 ubicata all’ingresso dell’ospedale solo le persone rientrate dall’estero e dalle regioni italiane a più alto rischio di contagio da Coronavirus, e assistiti per i quali sia stata inoltrata richiesta di tampone dal medico di medicina generale o dal pediatra. Comune a tutti l’obbligo di essere domiciliati o residenti in un comune della provincia di Chieti.

Le scene viste oggi a Ortona hanno dell’incredibile – sottolinea il Direttore generale della Asl Thomas Schael – perché la fila di auto che si è generata per accedere al Drive In va ben oltre la necessità di porre sotto sorveglianza i compagni di classe e gli insegnanti del ragazzo contagiato. Esistono procedure e  protocolli condivisi che regolano la gestione di un caso positivo che si verifica in una classe, che certamente non prevedono tamponi a ruota libera per tutta la scuola o per chi non si sente tranquillo. L’esecuzione dei tamponi segue criteri che sono inderogabile, e non possiamo permetterci di farli a chiunque voglia essere rassicurato. Per quello esistono i calmanti. Desidero comunque ringraziare il sindaco Leo Castiglione, la Polizia locale di Ortone e le Forze dell’Ordine intervenute per garantire oggi l’ordine pubblico davanti all’ospedale”.

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