Amazon mette in competizione i sindaci del Sangro-Aventino e del Vastese

Si allunga la lista dei sindaci che sostengono l’insediamento di uno stabilimento di logistica di Amazon, in Val di Sangro. Ai primi cittadini di Lanciano, Mario Pupillo, di Atessa, Giulio Borrelli, di Paglieta, Ernesto Graziani, di Casoli, Massimo Tiberini, di Castel Frentano Gabriele D’Angelo, di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, di Fallo, Pierpaolo Salerno, di Santa Maria Imbaro, Maria Giulia Di Nunzio, di Mozzagrogna, Tommaso Schips, di Torino di Sangro, Nino Di Fonso, si è aggiunto in queste ore anche il sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso.

Le ragioni per le quali sosteniamo l’iniziativa promossa dai sindaci del basso Sangro e dell’Aventino sono più d’una – spiega Caruso -: innanzitutto si darebbe una concreta risposta alla forte domanda che da anni viene dalle aree interne, troppo spesso dimenticate. E’ un isolamento che vogliamo e dobbiamo spezzare. In questo ambito i comuni dell’Alto Sangro e quelli che invece si affacciano sull’Adriatico hanno spesso messo in campo molti progetti. Uno dei più recenti, rivolto a favorire il turismo, e quello che riguarda il collegamento di una pista ciclabile che, partendo da qui, raggiunge la Via Verde della Costa dei Trabocchi. Amazon in Val di Sangro, inoltre, è importante per i grandi vantaggi in termini occupazionali che offrirebbe. Per noi che siamo alle prese con una forte richiesta di lavoro, si tratta di una fondamentale opportunità in termini occupazionali diretti e che potranno favorire la creazioni di attività dell’indotto, che potreanno svilupparsi sfruttando la Fondovalle Sangro, asse di collegamento tra l’Adriatico e il Tirreno. Per questo credo convintamente che dobbiamo tutti insieme fare in modo che la realizzazione dell’impianto dell’azienda fondata da Jeff Bezos, veda premiata l’area industriale tra le più importanti del sud d’Italia, che per infrastrutture, rete viabile e ferroviaria, per servizi è ideale per soddisfare ampiamente le esigenze di un’azienda dell’e-commerce come Amazon, che ha costruito il suo successo internazionale sulla rapidità di raggiungere la clientela con i suoi prodotti”.

I sindaci, come annunciato giorni fa nel corso di una riunione che si è tenuta nell’aula consiliare del Comune di Fossacesia, hanno annunciato che oltre al presidente Marco Marsilio, interrogheranno il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, per esprimere la totale volontà da parte di tutti i centri del Sangro-Aventino e della Frentania,perché Amazon realizzi nell’area di Fossacesia che ricade in Val di Sangro, la sua struttura.

Ho sentito molti Sindaci dell’intera Val di Sangro, quindi da Castel di Sangro a scendere verso la costa adriatica, e mi hanno espresso la loro assoluta volontà a voler sostenere la realizzazione dell’attività di logistica Amazon sul territorio di Fossacesia – conclude il Sindaco Enrico Di Giuseppantonio – Con loro, nei prossimi giorni, terrò , assieme ai sindaci della area industriale, un incontro per illustrare compiutamente quanto accaduto fin d’ora e per individuare ogni più utile azione affinchè la Amazon venga realizzata qui”.

Ma quelli del Sangro e dell’Aventino non sono gli unici sindaci a prendere posizione. Un cartello di 26 primi cittadini del vastese, in queste ore hanno sottoscritto una lettera per chiedere alla Regione Abruzzo una accelarazione alla procedure perché Amazon possa dar seguito alla sua scelta per l’Autoparco di San Salvo, individuato come alternativa all’area di 21 ettari in Val di Sangro, nel territorio del Comune di Fossacesia. Così Tiziana Magnacca (San Salvo), Francesco Menna (Vasto), Catia Di Fabio (Monteodorisio), Carlo Moro (Lentella), Rocco D’Adamio (Dogliola), Ernano Marcovecchio (Tufillo), Gianfranco D’Isabella (Carunchio), Angelo Marchione (Furci), Nicola Zerra (San Buono), Antonio Di Santo (Liscia), Agostino Chieffo (Gissi), Giuseppe Masciulli (Palmoli), Walter Di Laudo (Celenza Sul Trigno), Cristina Lella (Torrebruna), Felice Magnacca (Castiglione Messer Marino), Filippo Stampone (Fraine), Carlo Racciatti (Guilmi), Antonio Colonna (Carpineto Sinello), Filippo Marinucci (Casalbordino), Nicola Di Carlo (Pollutri), Mimmo Budano (Villalfonsina), Luca Conti (Casalanguida), Donato Sabatino (Castelguidone), Luciano Piluso (Schiavi D’Abruzzo) Claudia Fiore (Roccaspinalveti), hanno deciso di rompere gli indugi e inviare un documento al Presidente Marco Marsilio nel quale, appunto, si domanda di chiudere la partita dal momento che “la società E2K Spa (che ha operato per conto di Amazon, ndr) ha regolarmente risposto ad un’asta pubblica dell’Arap già dal 25 settembre 2020, versando una cauzione di 420mila euro e opzionando, da quanto ci è dato sapere, anche i terreni limitrofi all’autoporto di San Salvo. Ha, altresì, depositato una copiosa documentazione a supporto non di una mera intenzione ma di una fattiva e concreta volontà di investire sull’autoporto e nel nostro territorio, corredata da un progetto chiaro e esemplificato sia nei numeri che nella portata. Appare chiaro che la società abbia, pertanto, già scelto dove insediarsi in Abruzzo (sempre che l’Abruzzo sia in grado di dare risposte che in altre Regioni sarebbero pronti a fornire subito). A ciò  si aggiunga che l’area in questione ha tutte le caratteristiche normative per la realizzazione dell’insediamento e non necessita di ulteriori passaggi amministrativi, burocratici o consigliari. Inoltre l’area è priva di vincoli paesaggistici. È chiaro, altresì, come la posizione baricentrica rispetto al centro sud d’Italia sia stata ben valutata ed è di certo funzionale all’espansione commerciale dell’azienda e di chi verrà dopo di essa. L’autostrada A14 è ad un solo minuto, la SS 16 a poco più di 2 minuti e la S.S. 650 Trignina – che costeggia addirittura il sito sansalvese – consente anche un agevole collegamento con il versante tirrenico del nostro Paese. Tuttavia il prosieguo della vicenda non ha avuto né snellezza e neppure rapidità delle decisioni, oltre ad essere stato del tutto difforme da quanto avvenuto per il trasferimento di beni regionali della stessa natura. Ad oggi ad un mese dalla chiusura del bando pubblico e della adesione della società E2K SpA, nel rimbalzo di competenze fra Arap, Giunta regionale e Commissione Ambiente, nonché (futura) deliberazione consiliare, si sono perse le tracce della decisione definitiva sulla richiesta avanzata dalla società. Il Vastese unito chiede, quindi, che si decida in favore della crescita, del lavoro, dello sviluppo e della valorizzazione del patrimonio pubblico. Non vorremmo che ciò che il nostro territorio, per la sua naturale vocazione produttiva, la sua viabilità, i suoi servizi e l’insieme delle maestranze presenti, è stato in grado di attrarre come investimenti, venga allontanato da una burocrazia lenta e da decisioni rinviate”.

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