Covid in Abruzzo: 345 nuovi casi da ieri. 8 i decessi

Sono complessivamente 8759 i casi positivi al Covid 19 registrati in Abruzzo dall’inizio dell’emergenza.

Rispetto a ieri si registrano 345 nuovi casi (di età compresa tra 1 mese e 104 anni).  Dei nuovi casi, 128 sono riferiti a tracciamenti di focolai già noti.

I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 37, di cui 5 in provincia dell’Aquila, 9 in provincia di Pescara, 6 in provincia di Chieti e 17 in provincia di Teramo.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 8 nuovi casi e sale a 532 (di età compresa tra 73 e 90 anni, 4 residenti in provincia dell’Aquila, 2 in provincia di Chieti, 2 in provincia di Teramo).

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 3618 dimessi/guariti (+81 rispetto a ieri).

Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 4609 (+246 rispetto a ieri).

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 272901 test (+2849 rispetto a ieri).

284 pazienti (+35 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 22 (+1 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 4303 (+220 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Del totale dei casi positivi, 2333 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+118 rispetto a ieri), 1708 in provincia di Chieti (+61), 2552 in provincia di Pescara (+59), 2016 in provincia di Teramo (+89), 59 fuori regione (+3) e 91 (+15) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

Lo comunica l’Assessorato regionale alla Sanità.

IL VIRUS COLPISCE ANCHE SUORE DI CLAUSURA

Il Covid ha colpito anche il Monastero di Santa Maria del Monte Carmelo, a Pescara, dove sono risultate positivive sei suore in regime di clausura. Nella struttura vi sono 16 suore.

L’UDC: “IN ABRUZZO SI DIA URGENTEMENTE VIA LIBERA AI TEST COVID-19 PER TUTTI GLI ALUNNI, GLI STUDENTI E GLI UNIVERSITARI”

La Regione Abruzzo dia il via libera ai test gratuiti e rapidi per tutti gli alunni e gli studenti delle scuole materne, primarie, medie e superiori e per gli universitari. Rappresenta un esame rapido per riscontrare il COVID-19 e limitare i contagi soprattutto nelle scuole di ogni ordine grado”.

E’ quanto chiedono i segretari Udc, regionale Enrico Di Giuseppantonio e provinciali Andrea Buracchio, Carlo Giolitto, Valter Cozzi e Berardo De Simplicio, d’intesa con gli amministratori comunali, al presidente della Regione, Marco Marsilio, all’Assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, al Comitato Tecnico ed ai direttori generali delle Asl facendo leva anche sull’avviso pubblico, con procedura negoziata d’urgenza, emessa dall’Agenzia regionale di informatica e committenza (Aric), per la fornitura di 2 milioni e 300mila tamponi rino-faringei e di altri tipi di test.

A differenza della prima fase della pandemia tra febbraio e maggio scorsi, in quest’ultimo periodo l’età media dei nuovi positivi è scesa e vede coinvolti anche molti giovani: infatti i numeri di coloro che contraggono il Covid sono diventati alti nelle fasce comprese tra i 7-19 anni e tra i 20-29 anni. L’indagine epidemiologica dunque dovrebbe essere rafforzata ulteriormente con l’attività di prevenzione e controllo contro il Coronavirus, che potrà essere possibile, ad esempio, d’intesa anche con i medici di base e le associazioni di categoria territoriali delle farmacie convenzionate, pubbliche e private – spiega il segretario regionale UDC Enrico Di Giuseppantonio -. E’ un’arma in più contro la pandemia usata già in alcune regioni italiane, uno screening di massa che certamente farebbe emergere i positivi, anche tra gli asintomatici, limitando quindi fortemente la diffusione del virus. Sarebbe inoltre importante individuare, d’intesa con i comuni, altri luoghi da destinare a questi esami diagnostici per ridurre le lunghe code che purtroppo si registrano quotidianamente nelle strutture sanitarie fisse e mobili presenti in Abruzzo. I test sarebbero, inoltre , una svolta non solo per i minori e i giovani che frequentano scuole e università ma anche per le loro famiglie proprio per la rapidità della risposta, fondamentale per contrastare la diffusione del Covid. Spetta, comunque, al comitato tecnico ed agli esperti decidere il tipo di test da utilizzare per rilevare il virus”.

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