Storie di animali delParco Nazionale D’Abruzzo Lazio e Molise e l’evoluzione ambientalista nei ricordi dei guardaparco /1

di Emidio Maria Di Loreto

A Villalago, nello scorso Maggio, il tam tam naturalista aveva di fatto raccolto un certo numero di esperti, ambientalisti, fotografi, guide, tanti turisti, intorno agli spettacoli di mamma orsa Amarena ed i suoi quattro cuccioli. Tra selvatici, luoghi affascinati, buon cibo ed abitanti cordiali, si snocciolavano happening ripetuti che durante le attese non mancavano di trattare storie di animali e di Parco. L’argomento più frequente tra le discussioni riguardava

Bosco del Parco – Foto Pietro Santucci La Betulla Trekking

l’eccezionalità del parto quadrigemellare del quale i più asserivano non fosse mai stato registrato prima. Pietro Santucci, guida tra le più esperte e seguita nelle sue attività dalla presenza assidua a Villalago, diceva di ricordare che, Leucio Coccia, capoguardia dell’allora Parco Nazionale D’Abruzzo, in una sua pubblicazione non più in commercio, aveva riportato di un altro parto quadri gemellare. Vi si narrava di quattro cuccioli che furono catturati dalle guardie e trattenuti nell’allora zoo del parco. Ora stabilire se si tratta di evento unico, oppure ripetuto, non ha importanza per una ipotetica gara di nascite della quale fregiarsi come titolo onorifico. Sarà di utilità per gli zoologi e la comunità scientifica affinchè si possa fruire di indicazioni utili alla conservazione di una specie preziosa nella sua particolarità etologica. L’adattabilità e la confidenzialità delle specie all’ambiente offre continui nuovi esempi e proprio Amarena ne è interprete rappresentativa. Il suo presunto letargo ed i comportamenti esuberanti legati alla iperfagia autunnale, le permettono di superare l’inverno nel modo più confortevole possibile. E’ noto che per gli orsi non si tratta di reale letargo ma di un rallentamento dei metabolismi la cui massima espressione adattativa la si comprende se si riflette sulla vita dell’ovulo fecondato. In questa specie non si è in presenza di una gestazione progressiva ma l’embrione subisce una sorta di blocco; si tratta di una quiescenza detta diapausa embrionale. Nella sostanza l’embriogenesi si arresta fino a riprendersi in modo che le nascite avvengano nel periodo della stagione più favorevole. Un controllo su questo fenomeno arriverebbe dalle riserve energetiche, strati di grasso accumulati dalla futura madre, ed anche dalle condizioni climatiche che, se favorevoli garantiscono allattamento e svezzamento efficaci. Nel caso di Villalago, quindi, si dovrà stabilire quanto l’eccezionalità dell’evento sia da mettere in relazione con le condizioni ambientali ed alimentari delle quali ha goduto l’orsa Amarena. Sarà utile cioè stabilire quanto abbia influito la sua confidenzialità che le ha permesso di approvvigionarsi di ogni alimento gradito senza temere conflitti e quanto abbia aiutato la protezione diretta ed indotta a lei dedicata nei luoghi di San Sebastiano dei Marsi e Villalago. Lo si saprà la prossima primavera se i quattro cuccioli crescono bene, se anche il più gracile ma più sveglio dei quattro sia riuscito a sopravvivere, e se i continui rimbrotti della madre abbiano indotto il più grande ad atteggiamenti più rispettosi verso i suoi fratelli. Circa poi la presunta non appartenenza di tutti i cuccioli alla stessa madre, che cioè potrebbe trattarsi di un’adozione parziale da Amarena, potrà facilmente essere dimostrata dall’analisi genetica.

Le notizie degli avvistamenti di Villalago interessavano sempre più persone ed erano rilanciate dal web e dalla carta stampata. Dopo una di queste letture, il mio amico di liceo Gigi, adesso moderno Cincinnato dopo una vita professionale da chirurgo, mi informò che nel riordinare la sua libreria aveva recuperato una copia di un libro con dedica ricevuta in dono da Leucio Coccia. Era la pubblicazione alla quale si riferiva Pietro Santucci che, non essendo più in libreria, mi affrettavo a consultare grazie alla disponibilità del mio amico. Il documento non era solo interessante per i chiarimenti sul parto quadrigemellare, che non vi era segnalato, ma rappresentava una sorta di diario evolutivo del mondo ambientale del Parco; del percorso protezionista delle sue specie simbolo e dei rapporti con le popolazioni di quell’area. Era un eccezionale mappa temporale sui comportamenti umani legati ad un ambiente ricco in bellezza che aveva resistito ad insulti importanti. Era la testimonianza di quanto la Natura goda di potenza finanche quando deve confrontarsi con la stupidità umana che fa uso dei bocconi avvelenati, un tempo pratica tollerata ed abituale, per avere ragione

Foto ripresa dalla pubblicazione Leucio Coccia con i cuccioli catturati

dei predatori. Circa i quattro cuccioli di orso di cui ricordava Pietro Santucci, vi era effettivamente riportata la loro cattura con finalità didattiche e divulgative. Si voleva esibire gli esemplari nello zoo del Parco quale richiamo per i visitatori e per quanti all’epoca erano scettici circa la presenza del plantigrado. I 4 cuccioli racconta Coccia furono prelevati in due tane diverse, in tempi diversi, da femmine diverse, per cui cade totalmente l’ipotesi di evento già accaduto, almeno non con questi riferimenti. Questa notizia viene anche confermata da Peppino Di Nunzio, fidato collaboratore di Leucio Coccia, oggi novantaquattrenne in quel di Villetta Barrea, portati splendidamente nel fisico e nella mente. Non abbiamo avuto l’opportunità di incontrarlo personalmente, neanche l’abbiamo chiesto come si impone correttamente in rispetto del grave periodo di pandemia che si vive. Ci riserviamo di farlo non appena sarà tutto terminato. Abbiamo però avuto la conferma, seppur solo a voce, dell’enorme serbatoio di esperienze naturalistiche che il sig. Nunzio è in grado di divulgare. Una persona gentile come del resto la sua sig.ra Gerardina che per prima ci ha parlato al telefono, testimoni di quell’Abruzzo interno, della fierezza e disponibilità di un tempo del quale sono esempi e portabandiera attuali. Dalle testimonianze riportate nella pubblicazione e da quanto ancora ben presente nei ricordi del sig. Peppino, emerge anche un quadro che rappresenta l’evoluzione dell’ambientalismo e della protezione naturalistica. Occorre su queste testimonianze non commettere l’errore di non contestualizzarle come del resto occorre fare per i racconti di Coccia. E’ con l’evoluzione del diverso pensiero sulla protezione di fauna e territorio che si valorizzano bellezza e risorse offerte dai boschi e pascoli, fino all’attuale leva turistica ambientale. E’ così che si raggiunge l’attuale livello economico del quale godono i residenti di questi luoghi.

SEGUE

Leucio Coccia. “ Orsi, lupi e camosci nei ricordi di un agente del Parco Nazionale D’Abruzzo” Pescasseroli 1980. Tipografia Dominici Avezzano.

Un grazie all’accompagnatore di media montagna Pietro Santucci che non manca mai di mettere a disposizione sue immagini e racconti, agli agenti del Parco Leucio Coccia, Peppino Di Nunzio ed Antonio Ursitti per i loro racconti ed il contributo dato all’Ambiente.

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