Covid in Abruzzo, la curva dei positivi continua a salire. 482 casi nelle ultime ore e altri 6 decessi

Aumentano quotidianamente i ricoveri per Covid-19 in provincia di Chieti e i posti letto a disposizione non bastano più. Al Centro medico Madonna del Ponte di Lanciano 4 positivi.

Sono complessivamente 9674 i casi positivi al Covid 19 registrati in Abruzzo dall’inizio dell’emergenza. Rispetto a ieri si registrano 482 nuovi casi (di età compresa tra 8 mesi e 99 anni).  Dei nuovi casi, 183 sono riferiti a tracciamenti di focolai già noti.

I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 75, di cui 19 in provincia dell’Aquila, 8 in provincia di Pescara, 12 in provincia di Chieti e 36 in provincia di Teramo. *(il totale risulta inferiore di una unità, in quanto è stato sottratto un caso comunicato nei giorni scorsi e risultato duplicato)

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 6 nuovi casi e sale a 540 (di età compresa tra 78 e 96 anni, 1 in provincia dell’Aquila, 2 in provincia di Teramo e 3 in provincia di Chieti).

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 3690 dimessi/guariti (+60 rispetto a ieri).

Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 5444 (+415 rispetto a ieri).

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 280591 test (+3710 rispetto a ieri).

331 pazienti (+25 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 26 (invariato rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 5087 (+390 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Del totale dei casi positivi, 2622 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+135 rispetto a ieri), 1816 in provincia di Chieti (+64), 2665 in provincia di Pescara (+62), 2382 in provincia di Teramo (+196), 61 fuori regione (+2) e 128 (+22) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

COVID-19, “BOOM” DI RICOVERI IN PROVINCIA DI CHIETI

Aumentano ogni giorno i ricoveri per Covid-19 in provincia di Chieti e i posti letto a disposizione non bastano più: è la realtà disegnata dai numeri in crescita di queste ore, che hanno indotto la Direzione aziendale e l’Unità di crisi della Asl Lanciano Vasto Chieti a mettere in atto una riorganizzazione necessaria, sempre preservando l’attività istituzionale al fine di garantire adeguata assistenza per tutte le altre patologie. Attualmente sono circa 80 (già il doppio rispetto a venerdì scorso, ma il numero aumenta di ora in ora) i pazienti positivi con sintomi ospitati nei reparti degli ospedali di Chieti e Vasto. Aumenta costantemente la pressione sui Pronto soccorso e il lavoro delle équipe del 118.

Al “SS. Annunziata” di Chieti saranno attivati in giornata ulteriori 18 posti letto di Medicina Covid, mentre altri 18 saranno destinati alla creazione di un’area per i casi Covid clinicamente sospetti. Saranno ampliati e ottimizzati gli spazi nel Pronto soccorso di Chieti e l’intera palazzina L, che ospita anche l’unità operativa di Malattie infettive, sarà destinata esclusivamente ad attività Covid, compresa un’area subintensiva, a seguito di lavori di ristrutturazione. Per creare ulteriori spazi alcuni ambulatori saranno trasferiti nelle strutture distrettuali. 

Per alleggerire la pressione sui reparti ospedalieri si rivelerà preziosa, a partire da oggi, la riconversione della RSA di Casoli, dove saranno ospitati i pazienti paucisintomatici o stabilizzati risultati positivi al Coronavirus. Da mercoledì prossimo il Presidio territoriale di assistenza di Gissi sarà a disposizione dei cittadini positivi al test per Coronavirus privi di alloggio o che abbiano in casa persone fragili e non dispongano di spazi separati per trascorrere la quarantena senza metterle a rischio. 

In provincia di Chieti al momento sono 966 le persone in sorveglianza domiciliare da parte del Dipartimento di Prevenzione e 730 quelle attualmente positive. Numeri che impongono un’importante attività di assistenza sul territorio: fino a oggi le Unità speciali di continuità assistenziale (Usca) hanno seguito 343 pazienti con circa 170 visite domiciliari e 29 ospedalizzazioni. In aggiunta ai 21 già in servizio, la Asl ha assunto altri sette medici da destinare alle Usca, ognuna delle quali potrà pertanto contare su quattro professionisti. Le Usca sono presenti a Chieti, Francavilla al Mare, Guardiagrele, San Vito Chietino, Atessa, San Salvo e Gissi. La Asl sta inoltre rafforzando il numero degli operatori addetti al contact tracing: ieri sono stati assunti altri sette medici. 

Al fine di garantire assistenza adeguata alle persone infette, se i numeri continueranno a crescere potrebbero essere temporaneamente ridotti i posti letto in Geriatria a Ortona, così da integrare la dotazione di personale necessaria per fare fronte alle necessità dei reparti Covid di Chieti. Intanto proprio nell’area medica del “Bernabeo” sono risultati positivi tre pazienti, subito isolati, che saranno trasferiti in giornata a Chieti. I tamponi al personale hanno dato esito negativo.

A GIULIANOVA 66 NUOVI CASI

Il Siesp della Asl di Teramo ha informato il Sindaco Jwan Costantini della presenza di 66 nuovi casi di persone residenti a Giulianova positive al Covid-19, di cui 61 riconducibili ad una struttura privata. Sono in corso tutti gli accertamenti e le indagini epidemiologiche da parte dell’Azienda Sanitaria.

AL CENTRO MEDICO MADONNA DEL PONTE DI LANCIANO 4 POSITIVI

Siamo riusciti ad attraversare indenni i mesi di marzo e aprile in piena emergenza Covid, abbiamo continuato a lavorare osservando scrupolosamente tutte le indicazioni e cercando per quanto possibile, di conservare un clima di serenità. Siamo in prima linea come tanti altri colleghi e il timore in queste settimane che prima o poi qualcosa potesse succedere l’abbiamo avuto, ma ci siamo sempre adoperati perchè non si verificassero condizioni di rischio. ”.

A parlare è il dott. Moreno Camponetti, amministratore unico del Centro Medico Madonna del Ponte di Lanciano dove ci sono 4 contagi tra i dipendenti, tutti in isolamento domiciliare. Camponetti ha scelto di ufficializzare questa situazione per evitare notizie inesatte e voci che rischiano di amplificarsi e di creare ulteriori timori e preoccupazioni non solo nei pazienti, ma anche in città.

Qualche giorno fa una dipendente ha accusato dei sintomi, ha subito avvisato il suo medico curante che l’ha invitata a lasciare il posto di lavoro e a mettersi immediatamente in quarantena. Ma nonostante l’iter corretto e la velocità del protocollo adottato, evidentemente i contatti avuti con altri tre dipendenti, hanno allargato il contagio, che è stato subito circoscritto – puntualizza l’amministratore unico del Centro – . Sono state attivate le procedure stabilite, noi tutti abbiamo eseguito i tamponi e siamo negativi, l’intera struttura è stata sottoposta di nuovo ad accurata sanificazione. Tengo a precisare che la sanificazione viene effettuata periodicamente, secondo le prescrizioni di legge. L’attività, quindi, prosegue in tranquillità e in sicurezza, la salute del personale e degli utenti è l’obiettivo prioritario del nostro Centro. Come molti sanno nelle scorse settimane ci eravamo attivati per eseguire tamponi e analisi sierologica, una iniziativa che aveva raccolto consensi e presenze e che purtroppo è temporaneamente sospesa per ragioni indipendenti da noi, ma non abbiamo abbandonato questo progetto, stiamo lavorando per riprendere in tempi brevi e contribuire così a dare risposte a una richiesta che diventa sempre più pressante”.

Il dottor Moreno Camponetti ribadisce la sicurezza del loro operato, l’attenzione e la professionalità di tutto il personale e la cura che viene da sempre rivolta ad ogni paziente.

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