I sindacati dei pensionati inviano lettera a Marsilio e all’Assessore Verì: “Preoccupazione per i casi Covid nelle Rsa e Case di riposo della regione”

Applicare i protocolli sanitari in tutte le strutture assistenziali; garantire la presenza di personale medico, infermieristico e socio-sanitario qualificato; assicurare il controllo periodico degli operatori sanitari, anche attraverso effettuazioni dei tamponi; consentire agli anziani di ricevere la visita dei propri familiari, in modo contingentato e con le dovute precauzioni per evitare il contagio; organizzare e attuate forme di comunicazione con i familiari alternative alle visite presso le strutture con telefonate o videochiamate; istituire un tavolo tecnico per la definizione di un protocollo sulle regole di sicurezza minima da far rispettare all’interno di queste strutture come è avvenuto in molte Regioni.

E’ quanto chiedono i segretari generali regionali Antonio Iovito, della Spi Cgil, Mario Gatti, della Fnp Cisl e Germana Temporin, della Uilp Uil, al Presidente della Regione, Marco Marsilio e all’Assessore alla Salute, Nicoletta Verì, per far fronte all’emergenza sanitaria che sta colpendo alcune Residenze per anziani in Abruzzo. In una comunicazione ufficiale, i firmatari pongono l’accento sulla necessità di convocare un tavolo con le organizazioni sindacali o istituire un apposito osservatorio a cui possono partecipare anche le tre sigle e, al contempo, organizzare un servizio di Segretariato Sociale attraverso il quale vengano fornite  informazioni esaustive sulla salute del proprio familiare.

Siamo fortemente preoccupati della situazione che stanno attraversando alcune zone della nostra Regione per il continuo aumento dei casi dovuti al Covid-19 – sottolineano Iovito, Gatti e Temporin –. Una regione in cui alcune provincie, che fino al 30 settembre potevano considerarsi Covid free, sono oggi investite in pieno dall’epidemia. Siamo preoccupati per le persone anziane alle quali va prestata la massima attenzione in quanto possono subire le peggiori conseguenze, in modo particolare coloro che hanno gravi patologie. Siamo preoccupati per la situazione che l’epidemia da covid 19 rischia di determinare nelle RSA e nelle case di riposo. Vogliamo evidenziare il caso già noto della RSA di Don Orione di Avezzano dove si è acceso un violento focolaio di Covid 19 che ha contagiato 102 persone tra personale ed ospiti e che sta provocando numerosi decessi tra gli anziani, ad oggisono arrivati a 18. Stessa situazione in altre residenze per anziani in diverse città a partire da Trasacco nella “Nova Salus “ con 57 positivi e alla Piccola Opera Charitas di Giulianova con 107 contagiati. Nella scorsa primavera nel nostro Paese  abbiamo vissuto una situazione drammatica durante la quale si è consumata una strage, con migliaia di morti nelle Case di riposo e nelle RSA nella totale solitudine e senza conforto di  un familiare. A fronte di questa tragedia che si stava consumando nel Paese le scriventi Organizzazioni già dal mese aprile avevano sollecitato, anche attraverso una manifestazione tenutasi il 23 luglio, un incontro con l’Assessorato alla Salute per essere informati sulla situazione delle RSA e Case di Riposo abruzzesi, nonché istituire un tavolo tecnico per la definizione di un protocollo sulle regole di sicurezza minima da far rispettare all’interno di queste Strutture come è avvenuto in molte Regioni. Nel successivo incontro con l’Assessore Verì siamo stati rassicurati che tutto era sotto controllo. Purtroppo questa seconda ondata della pandemia ha colpito pesantemente anche l’Abruzzo e non sta risparmiando gli anziani ospiti delle RSA e Case di Riposo. Registriamo inoltre con profonda amarezza la decisione del Presidente della Regione che con ordinanza n. 91 vieta l’ingresso ai parenti nelle strutture residenziali socio-sanitarie e socio-assistenziali pubbliche, private e convenzionate. Una norma, che seppur prevista dall’ultimo Dpcm, danneggia evidentemente sia gli anziani sia i loro cari che non hanno più la possibilità di andarli a trovare, negandogli quindi l’affetto che meritano e di cui hanno bisogno”.

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