Lanciano, seconda vittima all’Antoniano. Chiesto aiuto a medici e infermieri per assistenza agli anziani

Seconda vittima per il Covid all’Istituto Antoniano di Lanciano. La notte scorsa è deceduta un’ospite della struttura di 101 anni. E deceduta nel sonno. Lo ha comunicato oggi il Sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, che ha aggiornato il dato sui positivi in città, che salgono a 47. Nelle ultime ore la Asl ha comunicato al primo cittadino la positività di altre 5 persone. A questi si aggiungono gli 85 positivi relativi al focolaio dell’Istituto Antoniano.

Il quadro clinico degli ospiti positivi richiede un’assistenza medica maggiore per questo la

direzione del CSA e il direttore sanitario, Evandro Tascione, che insieme ai pochi infermieri e pochi operatori socio sanitari risultati negativi stanno compiendo il loro dovere nella struttura per assistere al meglio gli ospiti, hanno inviato un appello all’Ordine dei Medici di Chieti e Pescara per raccogliere la disponibilità immediata di medici e infermieri che possano da subito dare man forte alla struttura nell’assistenza agli ospiti.

Nel Centro Medico Madonna del Ponte nel quale alcuni giorni fa si erano registrati 4 positivi, gli ultimi accertamenti hanno dato esito negativo. Lo rende noto Moreno Camponetti, amministratore unico della struttura. “Qui al Centro contiamo ogni anno 60-70 mila accessi, un numero che dice in maniera inconfutabile il ruolo che questa struttura riveste per il territorio e non solo. Ribadire, quindi, la sicurezza dell’attività lo ritengo non solo importante ma doveroso. Siamo in prima linea dal marzo scorso, dall’inizio dell’emergenza Covid, abbiamo cercato soprattutto di non trascurare i pazienti affetti da altre patologie e che al problema della loro malattia aggiungevano, e tuttora aggiungono, la paura di infettarsi e aggravare la propria condizione. Purtroppo non c’è solo la pandemia – continua Camponetti – e noi di questo siamo consapevoli, perciò abbiamo aumentato le sedute degli esami anche quelli con mezzo di contrasto e le visite specialistiche”. In effetti i malati oncologici, quelli affetti da problemi cardiovascolari o da altro in questi mesi si sono sentiti quasi trascurati, con visite rinviate ed esami rimandati. Una situazione di evidente difficoltà, ma il diritto alla salute e alla cura è un diritto di tutti anche se questa emergenza crea inevitabilmente ripercussioni e rischia di complicare ulteriormente la vita di chi già combatte battaglie difficili. “Il Centro Madonna del Ponte è considerato a rischio basso nella stratificazione delle classi di rischio effettuato dalla Regione – spiega Moreno Camponetti – abbiamo sempre dato grande importanza alla prevenzione e all’informazione e vogliamo continuare a privilegiare questi aspetti andando incontro a tutti i pazienti, specie a quelli che stanno risentendo maggiormente di questa emergenza. Stiamo proseguendo in tranquillità e sicurezza, garantendo a tutti la consueta attenzione e cura. Tengo a precisare che la sicurezza non è garantita solo dalle sanificazioni che svolgiamo secondo le prescrizioni di legge, la nostra è una struttura di 3.500 mq, il distanziamento è assicurato e gli ingressi e le uscite sono diversificate. Effettuiamo anche la consegna dei referti via email grazie al nostro sistema informatico, così da alleggerire il numero delle presenze, ci sono radiologi che eseguono i referti a distanza, abbiamo inoltre attuato lo smart working, riducendo il numero di dipendenti in presenza, tutto per assicurare un clima di tranquillità. Ci siamo attivati da marzo anche con la formazione del personale, abbiamo fatto e stiamo facendo tutto quanto nelle nostre possibilità e capacità per garantire un servizio efficace, efficiente e soprattutto sicuro. Siamo anche in condizioni di fornire una password al paziente che quindi può utilizzarla per avere tutte le informazioni relative alla propria cartella clinica. Da sempre cerchiamo di agevolare e favorire il percorso di cura di ogni paziente e in questa situazione di emergenza il nostro impegno in questa direzione è ancora maggiore – conclude Moreno Camponetti.

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