Covid in Sevel, l’USB chiede screening per tutti i lavoratori

Il Coordinatore Provinciale Chieti dell’Unione Sindacale di Base, Fabio Cocco, ha inviato una lettera alla Direzione del Personale della SEVEL al Prefetto di Chieti Protocollo. Al Servizio di Prevenzione e Protezione Ambienti di Lavoro della ASL 2 Lanciano Vasto Chieti all’Ispettorato del Lavoro di Chieti e alla Procura della Repubblica di Lanciano per chiedere accertamenti sulle procedure attuate nella fabbrica del Ducato a seguito di casi di contagio covid e la richiesta di screening per tutti i lavoratori.

Considerato i numerosi positivi registrati in Sevel e la situazione drammatica a livello regionale, l’USB chiede un intervento urgente per la tutela della salute sia dei lavoratori che di tutti i cittadini della regione. La nostra regione è stata classificata come zona rossa, perché, aldilà del livello di crescita del contagio,(indice RT trai più alti i Italia) il livello di saturazione delle strutture sanitarie è già al limite e questo significa che si è ridotta drasticamente la possibilità di curare sia i malati da Covid che di quelli affetti da altre patologie. Le misure anticontagio da covid nelle zone rosse prevedono che i cittadini non possono uscire di casa se non per motivi di prima necessità o di salute, nonché la chiusura di tutti i locali e attività produttive non essenziali ecc. Considerato che in una situazione così drammatica rappresenta un controsenso il fatto che circa 12.000 persone (tra addetti diretti sevel fca e indotto) siano costrette ad uscire di casa, in pulman affollati, stare per otto ore nei locali di lavoro delle fabbriche di Fca e dell’indotto e in considerazione che nel sito Fca di Atessa ad oggi si sono verificati circa 70 contagi, riteniamo che le misure per la prevenzione del contagio (distanza interpersonale, dispositivi di protezione individuale, misure igienico sanitarie) non sono sufficienti. Ma, dato ancora più grave, sono insufficienti le misure per prevenire la diffusione del contagio quando si verificano i casi positivi: perché non viene effettuata una vera mappatura per la messa in quarantena dei lavoratori a contatto stretto con i soggetti positivi al covid; non viene effettuata una sanificazione approfondita dei locali di lavoro. Mantenere in attività queste fabbriche, a nostro avviso significa, mantenere aperti degli enormi potenziali focolai di contagio e si rischia di vanificare tutte le misure di prevenzione del contagio attuate in tutta la Regione nei confronti dei cittadini. Sulla base di tutto ciò chiediamo, in quanto organi di vigilanza, di ” disporre” che in Sevel siano effettuati urgentemente i test diagnostici periodici (almeno ogni 15 giorni) a tutti i lavoratori; questa ci sembra una misura di prevenzione indispensabile, in alternativa la chiusura delle attività produttive non indispensabili, per la tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini della regione”.

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