Regolamento per la Via Verde della Costa dei Trabocchi. ARCI, SOA e Forum H2O inviano una diffida alla Provincia di Chieti

Palesi violazioni della Legge 5/2007 della Regione Abruzzo sulla tutela delle aree protette della costa: non si può trasformare la “via verde” nella “via delle bancarelle”.

Una diffida è stata inviata stamattina alla Provincia di Chieti per fermare l’iter di approvazione del regolamento per la Via Verde della Costa dei Trabocchi che rischia di trasformare la più bella ciclabile in un mercato ambulante di 40 km.

Così Massimo Pellegrini, Presidente Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus, Nicola Salvatorelli Arci – Comitato provinciale Chieti, Augusto De Sanctis Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua, hanno preso posizione contro il tentativo della Provincia di introdurre norme e codicilli che consentono l’occupazione temporanea o permanente praticamente di tutte le aree contigue alla posta ciclabile in costruzione.

Se venisse approvato questo regolamento praticamente si consentirebbe un’occupazione diffusa e capillare, con strade, chioschi, chioschetti, bancarelle e chi ne ha più ne metta lungo tutto il tracciato. Un’operazione miope che, trasformando la “via verde” nella “via delle bancarelle”, stride con la valenza internazionale del più importante progetto turistico della nostra regione. L’iniziativa si pone in palese contrasto con le norme della Legge regionale 5 del 2007 “Disposizioni urgenti per la tutela e la valorizzazione della Costa Teatina“, che destinano “a verde” l’intero sedime dell’ex tracciato ferroviario e prevedono un preciso iter per l’approvazione di un programma di tutela e utilizzo delle aree. Inoltre il procedimento attivato dalla provincia è, a parere delle associazioni, illegittimo anche per la mancanza di procedure partecipative e valutative pubbliche. Le associazioni auspicano che la provincia faccia marcia indietro rispetto a questa “fuga in avanti” che però evidenzia una concezione degli spazi pubblici e dell’evoluzione turistica dell’area ad avviso delle associazioni ben poco lungimirante e preoccupante. Serve un salto di qualità che vada oltre gli orticelli e gli egoismi locali, altrimenti questo grande progetto rischia di essere un fallimento”.

 

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