Abruzzo arancione: il ministro Speranza conferma ricorso contro ordinanza di Marsilio

La lettera che ieri sera il Governatore Marsilio ha inviato ai ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza per spiegare le ragioni per le quali ha emesso l’ordinanza con cui ha fatto uscire la regione Abruzzo dalla zona rossa con due giorni d’anticipo non sembra abbia sortito gli effetti sperati. Lo scontro istituzionale continua. Stasera il ministro della Salute, a Di Martedì, la trasmissione in onda su La7, ha ribadito che l’atto a firma di Marsilio verrà “portato di fronte al giudice”. Una notizia anticipata già ieri, per la verità, e confermata nell’appuntamento settimanale televisivo condotto da Giovanni Floris.

Gli effetti della decisione di Marsilio si sono fatti sentire su tutta le regione. Molti commercianti hanno rialzato le saracinesche dopo tre settimane di stop in occasione della festività dell’Immocolata. Era uno degli obiettivi che si era prefissato Marsilio, ma il caos generato dal provvedimento del Governatore è evidente. Un esempio su tutti viene da Teramo. Lì, il sindaco Gianguido D’Alberto, tra l’altro presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani Abruzzo, insieme all’assessore comunale alla pubblica istruzione, ha deciso di non riaprire domani le scuole “agli studenti le classi seconda e terza media, di tenere ancora sospese le attività didattiche in presenza e quindi di rimanere in Dad, fino a nuova disposizione o chiarimento in merito alla situazione epidemiologica e di classificazione dell’Abruzzo”. In altre parole, se da Roma non arriverà l’ufficialità che la regione è in fascia arancione, la situazione rischia d’essere questa.

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