Coronavirus, tanti giovani medici non possono lavorare per colpa della burocrazia. L’Udc Abruzzo chiede di sbloccare la situazione

Il Coronavirus dovrebbe rappresentare l’occasione per assumere medici e infermieri e invece l’emergenza non consente di far assorbire forze fresche per il Sistema sanitario nazionale, già carente e stressato di per sé e ancor più messo a dura prova dalla pandemia”.

E’ quanto dichiara il Segretario regionale dell’UDC, Enrico Di Giuseppantonio, che interviene a sostegno dei giovani medici, costretti a stare in panchina per la burocrazia. Vincitori del concorso di specializzazione svoltosi il 22 settembre scorso, di fatto sono bloccati a causa dei diversi ricorsi e dagli stop decretati. In 14 mila in tutta Italia dovrebbero poter entrare nelle scuole e nelle corsie per fare pratica, ma tutto è fermo. Una situazione incredibile nonostante il Paese sia nel pieno della seconda ondata Covid e in molti ospedali ci sia carenza di personale.

“Sono medici e hanno le competenze per poter dare un contributo importante in questa emergenza – aggiunge Di Giuseppantonio -. Il loro ingresso favorirebbe tra l’altro un ringiovanimento più che mai necessario, tenendo conto che attualmente in Italia vi è una voragine di 56 mila medici che mancano all’appello. L’UDC quindi farà sentire la sua voce attraverso i suoi esponenti a tutti livelli perché questo problema venga superato quanto prima”.

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