Criticità legate alla pandemia da Covid nella casa circondariale di Lanciano e carceri abruzzesi

In questi giorni abbiamo incontrato in urgenza dapprima il Provveditore Regionale, Carmelo Cantone, e di seguito i vertici della sanità abruzzese che si occupano di Covid in carcere – rispettivamente il 24 e il 28 dicembre – per portare l’attenzione sul focolaio Covid del carcere di Lanciano ai massimi livelli. Dal Provveditore abbiamo avuto promesse e rassicurazioni che non sembra siano state rispettate, visto che nell’istituto frentano, tristemente a corto di personale, non è arrivato  nessun rinforzo, non c’è stata nessuna misura deflattiva circa la presenza di detenuti e non è stato ridotto il carico di lavoro come promesso. Dalla sanità penitenziaria abbiamo avuto garanzie circa la gestione dei detenuti positivi e sul fatto che almeno dal punto di vista strettamente sanitario la situazione è al momento stabile. Quello che desta invece forte preoccupazione, almeno a queste OO.SS., è la totale assenza di prevenzione per i lavoratori della Polizia Penitenziaria, a Lanciano ma anche nella maggior parte degli istituti abruzzesi.

E’ quanto denunciano in una nota i sindacati di polizia penitenziaria SAPPE, OSAPP, UILPA P.P., USPP, FNS CISL, FP CGIL.  “Nonostante i protocolli per la gestione del rischio contagio siano stati redatti ed aggiornati a livello nazionale e regionale, vediamo che a livello locale diversi dirigenti non hanno fatto la loro parte. Il compito di garantire la prevenzione anche formando il lavoratore con corsi specifici, ad esempio sul corretto utilizzo dei DPI, ma anche sui corretti comportamenti da tenere sui luoghi di lavoro è demandato al datore di lavoro, in questo caso al direttore dell’istituto ed al medico competente. Purtroppo, pur non volendo fare la caccia alle streghe, sappiamo per certo che nel carcere di Lanciano, ed in qualche altro istituto, ciò non è stato fatto. Quindi abbiamo assistito inermi all’invio di personale non formato e con DPI utilizzati male a prestare servizio nei reparti Covid degli ospedali abruzzesi, laddove vi erano detenuti ricoverati, e nelle sezioni detentive, riadattate a sezioni Covid, nel carcere di Lanciano. Oggi stesso chiederemo l’intervento dei vertici del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per denunciare l’accaduto, per sollecitare i necessari provvedimenti e per chiedere gli indispensabili rinforzi”.

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