A San Giovanni in Venere si attiva il varco elettronico. I disabili possono entrare nell’area, ma non in abbazia

Dopo un lungo periodo di silenzio si torna nuovamente a parlare dell’attivazione del varco elettronico nell’area monumentale di San Giovanni in Venere. Questa volta, però, il Comune di Fossacesia dà notizia della formale messa in funzione dell’impianto creato per scongiurare l’ingresso delle auto nella zona dove è ubicato il secolare monastero benedettino. Il varco sarà ufficialmente attivato il prossimo 15 febbraio.

«La linea politica dell’amministrazione comunale – spiega il sindaco Enrico Di Giuseppantonio – tende a valorizzare il turismo e, nel contempo, a preservare l’abbazia, patrimonio artistico che è non solo di Fossacesia, ma dell’intera nazione».

Il varco elettronico è dotato di telecamera installata all’ingresso del tratto di strada, già preclusa al traffico veicolare, che dalla strada provinciale San Giovanni in Venere consente ai visitatori di raggiungere il complesso monastico. Il controllo dell’accesso, evidenziato da una opportuna segnaletica verticale, garantirà una migliore fruibilità pedonale dell’area.

«Il progetto – aggiunge l’assessore alla mobilità Giovanni Finoro – era nel nostro programma elettorale e la sua attuazione ha subito un ritardo a causa della pandemia. Crediamo che il varco rappresenti una scelta necessaria. L’area monumentale, infatti, è spesso raggiunta da automobilisti, anche in ore notturne, non provvisti delle necessarie autorizzazioni, che creano situazioni assolutamente non rispettose del luogo».

L’accesso sarà consentito ai frati passionisti e agli addetti al carico e scarico delle merci per il bar. Potranno inoltre entrare nell’area le coppie che sceglieranno di unirsi in matrimonio nell’abbazia e i diversamente abili. Divieto assoluto di parcheggio per tutti nell’area pedonale. Resta comunque ancora non risolto l’incivile ed increscioso problema della impossibilità di accesso in abbazia da parte delle persone costrette a muoversi con sedie a rotelle, a causa della mancata entrata in funzione del montascale, costato la considerevole cifra di 50mila euro, installato da oltre un anno ma non ancora funzionante. Che senso ha fare entrare i portatori di handicap nell’area protetta se poi non possono entrare in abbazia?  Il Prefetto di Chieti, in una sua recente visita a Fossacesia, aveva promesso ai disabili la rapida risoluzione dell’annoso problema ma, a tutt’oggi, purtroppo non è successo nulla di concreto.

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