1496 le vaccinazioni anti Covid in Abruzzo

Anticipata a domani l’apertura dello screening di massa a tutta la popolazione di Città Sant’Angelo. Al via la vaccinazione ai sanitari del Renzetti di Lanciano. L’associazione Carrozzine Determinate: “Per noi niente vaccino”.

Sono 1496 le vaccinazioni anti Covid 19 eseguite oggi, fino alle ore 18.30, nei punti di somministrazione individuati dalle Asl.

Nel dettaglio, nella Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila sono state inoculate 516 dosi (204 nel presidio ospedaliero dell’Aquila, 174 ad Avezzano e 138 a Sulmona), nella Asl Lanciano-Vasto-Chieti 352 (192 a Chieti e 160 a Vasto), nella Asl di Pescara 385 e nella Asl di Teramo 243 (102 a Teramo, 69 a Sant’Omero e 72 ad Atri).

Le vaccinazioni hanno riguardato anche oggi operatori sanitari e socio-sanitari: 538 maschi e 914 femmine. Al momento sono state vaccinate in Abruzzo 3994 persone.

Lo comunica l’Assessorato regionale alla Sanità.

VACCINAZIONE ALL’OSPEDALE DI LANCIANO

“Fare il vaccino è un sollievo, quasi una festa, dopo aver vissuto in prima persona la tragedia dei malati nella Rianimazione Covid di Chieti”.

Lo dice con il tono di chi si libera da un incubo Arianna Manzi, mentre porge il braccio a Cinzia Amoroso, il medico dell’équipe che questo pomeriggio ha avviato la vaccinazione anti Covid-19 all’ospedale di Lanciano. Lei, anestesista in servizio al “Renzetti”, ha dato lo start insieme ad Antonio Caporrella, direttore dell’Emergenza-Urgenza, al quale la dose è stata somministrata per primo. Rispettata anche la parità di genere, dunque, nella prima giornata della campagna vaccinale all’ospedale di Lanciano, che nella battute iniziali, com’è noto, è riservata agli operatori sanitari. Sono 66 in tutto quelli che ricevono la prima dose oggi, ma si continuerà a vaccinare ogni giorno, al pomeriggio dal lunedì al venerdì, e per l’intera giornata di sabato e domenica. La priorità, come confermato anche dalle figure professionali inserite nell’elenco di questa prima giornata, viene attribuita al personale delle categorie più a rischio, quali, appunto, Pronto Soccorso, Rianimazione, Radiologia, a cui seguono poi tutte le altre.

LO SCREENING PER TUTTI GLI ANGOLANI PARTIRÀ NEL GIORNO DELLA BEFANA

L’apertura dello screening di massa a tutta la popolazione di Città Sant’Angelo, è stata anticipata a domani, mercoledì 6 gennaio. La data iniziale era stata fissata al 7 gennaio, al termine della tre giorni dedicata alle scuole ma, grazie alla straordinaria disponibilità di medici, infermieri e biologi che hanno risposto all’appello lanciato dal Sindaco, Matteo Perazzetti e dall’assessore alla sanità, Maurizio Valloreo, si è potuta garantire la copertura quotidiana delle postazioni. Ciò ha permesso di poter gestire al meglio i tempi, consentendo l’apertura anticipata a tutti gli angolani al test massivo. I tamponi, verranno effettuati tutti i giorni in due turni, uno mattutino e uno pomeridiano, dalle ore 9 alle 12 e dalle 15 alle 18, senza alcuna prenotazione, nella tensostruttura montata nella sede della Croce Angolana, in Strada Provinciale 1, snc, a fianco al Cimitero Capoluogo. L’esame è su base volontaria e i minori, dovranno essere accompagnati da un genitore. Sul sito ufficiale del Comune di Città Sant’Angelo, è riportato il modulo che dovrà essere già compilato e consegnato ai volontari per sottoporsi al tampone, insieme alla propria tessera sanitaria e a un documento d’identità. Il modulo, inoltre, è stato distribuito in diverse attività commerciali presenti sul territorio. Nella prima giornata di screening, lunedì 4 gennaio, sono stati effettuati 206 tamponi, e tutti sono risultati negativi. Soddisfatto dell’afflusso il Sindaco, Matteo Perazzetti: ”Sono molto contento della risposta della popolazione. La gente ha a cuore la propria salute, ovviamente, ma anche quella degli altri. Insieme all’Assessore alla Sanità, Maurizio Valloreo vogliamo ringraziare i volontari della Croce Angolana, della Protezione Civile Modavi di Città Sant’Angelo e i medici, infermieri e biologi che hanno messo a disposizione, gratuitamente, la loro professionalità. È una macchina organizzativa in funzione e che è stata elogiata anche dal Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. Siamo pronti ad accogliere tutta la cittadinanza e invito gli angolani a presentarsi allo screening. Conoscere come il virus circoli tra noi, è di fondamentale importanza. Vi aspettiamo numerosi.”

VACCINO ANTICOVID, DIMENTICATE LE PERSONE CON DISABILITA’

L’associazione Carrozzine Determinate in un momento storico e delicato come quello attuale intende porre l’attenzione sulle strategie di vaccinazione per il COVID-19. Le condizioni di incertezza e preoccupazione sono ancor più forti tra le persone con disabilità e le loro famiglie, che stanno ulteriormente soffrendo la rimodulazione di numerosi servizi di assistenza, se non addirittura la loro soppressione, a causa della epidemia in corso. Con la pandemia sotto molti aspetti stiamo rischiando di perdere l’idea stessa di inclusione su cui faticosamente si lavora da decenni.

Nel piano nazionale vaccini anti-Covid non sembrerebbe esserci traccia di alcun tipo di previsione o precedenza per le persone con disabilità e per i loro assistenti, in primo luogo le famiglie. Nell’elenco delle categorie prioritarie per la somministrazione del vaccino oltre al personale sanitario e alle persone in età avanzata, sono presenti solo i residenti, e dunque anche le persone con disabilità ma collocate presso le RSA dunque solitamente anziane. Nessun riferimento a tutti i soggetti con disabilità e ai loro cargiver, nessun riferimento ai bambini disabili gravi assistiti dalle proprie famiglie, nessun riferimento a quei disabili con gravi e pluri patologie cui il virus sarebbe devastante.

Tutte le persone con patologie gravi che ne determinano una condizione di disabilità, si trovano in una condizione di fragilità tale per cui devono necessariamente godere di una priorità nel percorso di tutela dal virus, inoltre necessitano normalmente di accompagnamento e dunque sono esposte a contatti frequenti e ravvicinati con altre persone, pur volendo hanno meno possibilità di proteggersi rispetto agli altri dovendo spesso essere assistiti anche in operazioni di cura e igiene che impediscono qualsivoglia protezione.

È assolutamente necessario includere le persone con disabilità e le organizzazioni che li rappresentano nella pianificazione delle strategie di vaccinazione sia a livello nazionale che a livello regionale. Attualmente solo la regione Lazio con un’autonoma determinazione ha inserito nella fase 2 anche le persone con comorbidità severa, immunodeficienza e/o fragilità di ogni età, cioè i disabili e le persone che frequentano le RSA in modalità semi residenziale. L’associazione Carrozzine Determinate chiede a gran voce che a livello nazionale il Ministro Speranza si occupi con celerità di inserire normativamente la priorità nella vaccinazione per i soggetti con disabilità. E allo stesso tempo si chiede al Presidente della regione Abruzzo Marco Marsilio e all’assessore alla sanità Nicoletta Verì, anche con determinazione autonoma, di prevedere nel piano vaccini per la fase 2 una priorità per le categorie fragili non ricoverate e i cargivers, per tutti i soggetti con disabilità della nostra regione . Non è possibile dimenticare proprio in questa fase i soggetti appunto definiti “con patologie pregresse“ su cui questo virus nella maggior parte dei casi è stato letale.

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