Terremoti e inondazioni, arriva SPUM. Il dispositivo salva vita in caso di calamità

Si chiama Mauro Di Bastiano, 49 anni, originario della Marsica ma trapiantato a Cento, in provincia di Ferrara, professione operaio. Fin qui nulla di speciale se non fosse che Di Bastiano, ha messo a punto un sistema (brevettato nel 2020) dal nome Spum, acronimo di Sistema di presenza umana, che montato su una antenna tv, comunque in luogo di una abitazione posto in alto e dal quale possa lanciare un segnale, avvisa i soccorritori della presenza di persone da trarre in salvo in caso di terremoto. Si sa che in caso di calamità naturali l’immediatezza degli interventi è fondamentale per riuscire a salvare quante più vite possibili e Spum può dare una mano.

Dopo aver vissuto ben due eventi sismici, quello del 2009 dell’Aquila e quello del 2012 dell’Emilia Romagna, in particolare a Cento, dove mi sono trasferito per lavoro, so bene cosa significa essere terremotati – spiega Di Bastiano -. A Cento ho anche vissuto per due anni nei Moduli abitativi provvisori (Map). Oggi è già tanto poterlo raccontare e, proprio per questo, per molto tempo la mia idea fissa è stata quella di poter contribuire a salvare delle vite in caso di calamità naturali. Ci sono voluti tre anni e alla fine è nato ‘Spum’ che comunica il numero delle persone presenti all’interno di una abitazione. In questo modo è possibile agevolare i soccorritori nei momenti più critici, per i quali anche la moderna tecnologia potrebbe mostrare le proprie imperfezioni e carenze”.

L’apparecchio è composto da una staffa di sostegno che sorregge un pannello, nel quale viene riportato il numero della densità abitativa. Il cartello è dotato di una funzionalità “girevole”, che consente di ruotare con il movimento del vento evitando resistenze e attriti con l’aria. In particolare nel pannello, spiega: “è interessato in almeno una facciata, da elementi di comunicazione A fornenti una serie di informazioni codificate relative ai residenti di un edificio; mezzi di articolazione B ai quali detto pannello è associato, per ancorare quest’ultimo ad un supporto C vincolato ad un prefissato edificio, in modo che detto pannello possa oscillare rispetto a detti mezzi di articolazione B per essere orientato in modo tale che detti elementi di comunicazione A previsti su detto pannello siano maggiormente visibili rispetto alle normali vie di accesso all’edificio o rispetto al posizionamento dello stesso edificio rispetto a quelli adiacenti. Si tratta di uno strumento che potrebbe contribuire concretamente a salvare vite – dice Di Bastiano -, è solo a questo scopo che ho lavorato al progetto e spero davvero che possa essere trattato con la giusta considerazione.

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