A San Vito l’area archeologica di Murata Bassa, incustodita e senza controlli, in mano ai vandali

Importanti testimonianze dell’antico passato di San Vito Chietino alla mercé dei vandali a causa della totale assenza di controlli e protezioni. Stiamo parlando dell’area archeologica di Murata Bassa dove, nel mese di aprile del 1991, la Soprintendenza iniziò una campagna di scavi durata circa tre anni, attraverso la quale vennero alla luce antichi e rilevanti resti murari di un insediamento di età romana e bizantina. Preziosi ritrovamenti che oggi stanno andando in rovina per opera dei devastatori di turno. Entrando nell’area archeologica incustodita (i cancelli sono aperti giorno e notte) si osservano resti di pietre e mattoni, provenienti dalle antiche strutture, disseminati dappertutto. Provenienti in particolare dalla fornace dove venivano cotti i manufatti ceramici risalente al I e II sec. d.C, dalla vasca per piscicoltura del VI sec. d.C. e dai muri perimetrali dell’antica costruzione. Il totale abbandono del sito archeologico lo si evince anche osservando i cestini portarifiuti strapieni di immondizia. Infine ci è stato anche segnalato che da una porzione della parete in terra, situata nella parte bassa dell’area archeologica e appena dopo il Lido Nereide, sporgono resti di antichi manufatti in terracotta che, a causa dello sgretolamento del terreno, stanno cadendo sul sottostante terreno. A questo punto, prima che sia troppo tardi, è auspicabile che le autorità competenti prendano urgenti provvedimenti al fine di risistemare i ciottoli e, soprattutto, far chiudere i cancelli della struttura attualmente gestita dal club nautico “Marina di Gualdo”, facendo entrare i visitatori solo su prenotazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *