Truffatori sempre in agguato: polizia e carabinieri riescono a smascherarli

La Terza Sezione Reati contro il Patrimonio della Squadra Mobile della Questura di Chieti, ha deferito alla locale Procura della Repubblica due soggetti pregiudicati residenti rispettivamente in Sicilia e Campania, in quanto ritenuti responsabili, in concorso con altri, del reato di truffa aggravata.

In particolare, nel luglio scorso, un cittadino si era rivolto alla Questura di Chieti sporgendo querela e denunciando di aver stipulato un contratto di assicurazione r.c. relativo ad un mezzo di locomozione di sua proprietà dopo aver effettuato una ricerca tramite un popolare sito che pubblicizza polizze di diverse compagnie assicurative allo scopo di consentire all’utente una valutazione del prezzo ritenuto più conveniente. Dopo aver selezionato via internet la polizza confacente, peraltro relativa ad una nota ed affidabile compagnia assicurativa, il denunciante era stato contattato da un soggetto qualificatosi quale funzionario appartenente alla compagnia assicurativa stessa, il quale gli proponeva un ulteriore sconto sul costo della polizza. Il denunciante accettava telefonicamente la proposta pertanto gli veniva indicata la modalità di pagamento fornendo l’indicazione dell’IBAN su cui accreditare la somma.

Il denunciante, dopo aver effettuato il pagamento, riceveva esclusivamente su whatsapp il certificato di assicurazione e la carta verde tuttavia ma non i contrassegni originali. Passati alcuni giorni si avvedeva che sia il certificato di assicurazione che la carta verde erano falsi e che il suo veicolo non risultava essere stato assicurato.

L’attività di indagine ha consentito di individuare le persone che hanno effettuato la telefonata e che hanno incassato il denaro relativo alla truffa e di accertare che il sito di comparazione dei prezzi consultato dal denunciante è solo simile nel logo a quello originale. Le persone deferite all’Autorità Giudiziaria sono soggetti che su tutto il territorio nazionale si sono resi responsabili dello stesso tipo di reato commesso in danno di numerose altre vittime che, probabilmente, senza possedere la giusta esperienza di navigazione e di consultazione in internet, hanno ritenuto di aver concluso dei validi contratti assicurativi ritrovandosi poi truffati.

La Questura di Chieti, stante il considerevole aumento delle denunce provenienti da soggetti che hanno subito truffe dopo aver acquistato beni o servizi tramite internet, invita ad informarsi preventivamente e di agire solo tramite siti e piattaforme che garantiscono adeguate misure di sicurezza sia nella fase della reale compravendita, nella gestione dei dati personali e, soprattutto nella gestione dei dati relativi ai pagamenti.

Resta esterrefatta una donna di Guardiagrele, quando riceve una telefonata da una nota compagnia di telefonica e l’operatore le comunica l’esistenza di bollette insolute per più di € 1.200. Quando però le forniscono il numero di telefono si tranquillizza e dice all’operatore che non corrisponde a quello che lei ha in uso, anche perché il prefisso è della provincia di Pordenone. Allora il call center le consiglia di sporgere immediatamente denuncia per avviare le indagini. I militari della Stazione di Guardiagrele risalgono all’indirizzo di spedizione delle bollette, mai giunte a Guardiagrele, e scoprono che nel lasso di tempo incriminato vi era una coppia di coniugi residente. Inoltre il nome del capo famiglia corrisponde all’intestatario dell’utenza cellulare fornita al momento dell’attivazione dell’abbonamento a nome della vittima.

I due sono stati denunciati in stato di libertà per truffa e sostituzione di persona in concorso alla Procura della Repubblica di Pordenone.

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