Intesa San Poalo: monitor dei distretti industriali dell’Abruzzo

Nel terzo trimestre 2020 segnali di recupero, con un calo limitato al 2,9%, per l’export distrettuale abruzzese

Da gennaio a settembre esportazioni in calo del 7,3%, risultato comunque migliore della media dei Distretti italiani (-15,9%)

Pasta di Fara chiude in positivo i primi tre trimestri 2020. Buoni risultati dei Vini di Montepulciano e del Mobilio nel periodo luglio-settembre

Nel terzo trimestre del 2020 l’export distrettuale abruzzese ha mostrato segnali di recupero, limitando il calo al -2,9% rispetto allo stesso periodo del 2019 dopo i ripiegamenti più marcati registrati nei due trimestri precedenti.

Il bilancio dei primi nove mesi dell’anno resta negativo (-7,3%) ma si tratta di un risultato migliore sia nel confronto con il totale dei distretti manifatturieri italiani (-15,9% da inizio anno) sia rispetto all’andamento dell’export regionale (-11,2%), fortemente penalizzato dal settore automotive, tra i più colpiti dalla crisi.

Dall’analisi della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo emerge come i cinque distretti monitorati abbiano contribuito in maniera differente all’evoluzione dell’export distrettuale regionale.

L’unico distretto a chiudere in territorio positivo i primi nove mesi dell’anno è il distretto della Pasta di Fara (+13,8%) sebbene abbia fatto registrare una battuta d’arresto nel terzo trimestre (-6,6%) che segue però il boom del secondo trimestre (+36,8%). Tra i mercati più performanti da inizio anno spiccano Stati Uniti (+26,9%), primo partner commerciale che assorbe più di un quarto delle esportazioni del distretto, Germania (+45,6%) e Regno Unito (+42,8%).

Rimbalzo nel terzo trimestre 2020 per il distretto dei Vini del Montepulciano d’Abruzzo (+10,2%) ma non abbastanza per riportare in territorio positivo il bilancio dei primi nove mesi (-1%). A trascinare il recupero il mercato statunitense (+28,9% tendenziale nel trimestre estivo, +16,6% nei primi nove mesi dell’anno) e britannico (rispettivamente +30,3% e +7,8%). Nel terzo trimestre bene anche le vendite in Germania, primo partner commerciale (+24,9%).

Stessa dinamica per il distretto del Mobilio abruzzese: terzo trimestre positivo (+5,5%) grazie soprattutto alla forte accelerazione verso gli Stati Uniti, ma il forte ripiegamento verso l’Arabia Saudita condiziona il risultato dei primi nove mesi.

I due distretti dell’abbigliamento proseguono il trend negativo della prima parte dell’anno, restando ampiamente al di sotto dei valori di export del 2019: l’Abbigliamento nord abruzzese chiude il trimestre con un -16,7% tendenziale; l’Abbigliamento sud abruzzese con un -37,2%.

Confidiamo che il forte rallentamento del calo dell’export sia prodromico ad una ripresa strutturale e generalizzata, complice anche una diminuzione dell’incertezza legata alla situazione sanitaria – sottolinea Pierluigi Monceri, direttore regionale di Intesa Sanpaolo -. Da parte nostra siamo impegnati nel supportare la ripartenza della fiducia e degli investimenti, come testimoniano i 500 milioni di euro di impieghi alle imprese della regione nel 2020. Gli imprenditori sono consapevoli delle accelerazioni che questa crisi ha apportato in ambiti strategici come la digitalizzazione, la sostenibilità, l’innovazione e l’economia circolare e come banca siamo a loro disposizione sia con risorse dedicate che con capacità di affiancamento. Proprio in termini di attenzione alla sostenibilità, per quel che riguarda Ecobonus e Superbonus in Abruzzo abbiamo già raccolto prenotazioni di cessioni di credito d’imposta e finanziamento ponte per un valore di circa 240 milioni di euro, una grande opportunità per il settore edile e il suo vasto indotto”.

L’analisi complessiva per mercati di sbocco fa emergere come le esportazioni distrettuali abruzzesi abbiano tenuto nei primi nove mesi del 2020 nei confronti del principale mercato di destinazione, gli Stati Uniti (+18,9%). In territorio positivo anche i flussi verso Germania (+4,3%) e Regno Unito (+6,5%). In calo invece le esportazioni verso la Francia (-11,9%), Canada (-18,5%) e Svizzera (-38,9%).

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