Incidente in Martinsicuro, 60enne investito e ucciso: caccia ai pirati della strada

di Diego Cianci

Carino Strozzieri, 60enne originario di Controguerra, è morto travolto da due auto che gareggiavano ad alta velocità tra le vie di Villa Rosa in Martinsicuro. A coordinare le indagini, a carico del 39enne Carlos Tadeu Amador Do Nascimento, ritenuto dalla Procura responsabile dell’investimento, è il Pubblico Ministero Greta Aloisi.

Lo Strozzieri, stava svolgendo il suo consueto giro in bici intorno alle sei del mattino quando, all’improvviso, giunto nei pressi dell’incrocio di Via Roma, nel mentre conduceva a mano la sua bici, veniva travolto da una Bmw modello serie 1, all’interno della quale si trovava proprio Carlos Tadeu Amador Do Nascimento assieme a un altro connazionale.

A causa del forte impatto, il corpo dello Strozzieri veniva sbalzato per più di 35 m in là rispetto al punto d’urto. Le due auto proseguivano la loro corsa senza fermarsi, mentre sul luogo sopraggiungevano i primi passanti richiamati dal suono del forte impatto.

Le indagini svolte dai carabinieri di Alba Adriatica, hanno consentito di appurare che l’auto, con la quale con lo Strozzieri è stato investito, era stata concessa in prova al Do Nascimento da un’agenzia di pratiche auto della toscana. Il Do Nascimento non l’aveva mai restituita, continuando a utilizzarla nonostante fosse scaduta la polizza assicurativa.

Gli investigatori non sono riusciti a identificare l’altro uomo alla guida dell’Alfa 159, che stava gareggiando assieme alla Bmw serie 1 condotta dal Donascimento al momento dell’investimento dello Strozzieri.

Dopo il forte impatto, il Do Nascimento si dileguava nella notte facendo perdere le proprie tracce. Gli inquirenti, nel proseguire le indagini, riuscivano, tramite un amico del Do Nascimento, a rintracciare i suoi spostamenti. Sarebbe fuggito in Brasile e quindi si sarebbe reso latitante.

La prima udienza del procedimento penale a carico del Do Nascimento in veste di unico imputato, tenuta del Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Teramo Marco Procaccini, è stata rinviata a un anno di distanza per consentire il perfezionamento della notifica nei confronti dell’indagato.

Appresa la notizia, forte la disperazione dei familiari che reclamano giustizia: “chiediamo giustizia per una morte tanto assurda, non potremo mai accettare che chi ci ha portato via il nostro amato Carino, in un modo tanto tragico, possa ora anche passarla liscia grazie al fatto che è fuggito all’estero – è l’amaro commento della sorella della vittima, Domenica Strozzieri -. A nome anche dei familiari e di tutta la comunità di Controguerra, lanciamo un appello alle autorità e anche al Governo: quest’uomo deve pagare per quello che ha commesso, non sarebbe dovuto poter fuggire all’estero. Chiediamo che venga estradato e riportato qui in Italia a scontare l’intera pena a cui verrà condannato”.

Un anno fa, nel Bellunese, un processo per un caso analogo e per fatti analoghi si era concluso a carico di Evandro Gonsalves Galhardo che andò a schiantarsi con l’auto in condizione di grave stato d’ebbrezza, causando la morte dell’amica che gli era seduta di fianco.

Davide Ciferni, responsabile di Giesse risarcimenti di Mosciano Sant’Angelo, società impegnata nell’assistere i parenti delle vittime di sinistri stradali commenta: “E’ un caso che abbiamo gestito sempre noi di Giesse tramite la sede di Belluno – sottolinea  Ciferni –. Per quella vicenda, il processo è stato portato comunque a termine, nonostante la medesima latitanza in Brasile da parte dell’imputato: c’è stata una maxi-condanna a più di 8 anni di carcere ma non ne è seguita, purtroppo, l’estradizione. E’ doveroso adottare misure diverse per questi casi, altrimenti i familiari delle vittime non potranno mai ottenere la giustizia che invece meritano”.

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