Sevel di Atessa: 50 lavoratori in somministrazione saranno sostituiti da 50 trasfertisti da Cassino. I sindacati non ci stanno

50 lavoratori in somministrazione con il contratto in scadenza il 28 febbraio, su decisione della direzione della Sevel stanno per essere sostituiti da altrettanti trasfertisti provenienti dallo stabilimento di Cassino. Una situazione con piace affatto a Nicola Manzi della Uilm Abruzzo e alle RSA Uilm Sevel.

Lasciare a casa 50 giovani in somministrazione per sostituirli con dei trasfertisti, oltre a rappresentare un costo superiore, è la prima volta che accade in Sevel – afferma Manzi -. Comprendiamo la solidarietà verso gli altri stabilimenti della galassia Stellantis che sono in cassa integrazione, ma questa è una notizia negativa per i tanti sacrifici dei lavoratori Sevel e per tutto l’Abruzzo. Con questa pandemia considerando che siamo in zona rossa, dovrebbe essere maggiormente favorita l’occupazione locale. Chiediamo a Sevel di dare a questi giovani la possibilità di rientrare in azienda in tempi brevi, anche per fronteggiare le crescenti richieste del Ducato sul mercato europeo”.

Anche per la FIOM si è creata una situazione inaccettabile.

Sappiamo che in altri stabilimenti in quadro lavorativo non è positivo e non è nostra intenzione fare una guerra tra poveri, ma non è possibile pensare di penalizzare dei bravi ragazzi che si sono impegnati oltre ogni immaginazione. Ragazzi e ragazze, sfruttati 6 giorni su 7 per mesi e mesi, ed ora vengono rimandati a casa.

Siamo davanti una forte contraddizione. Da una parte la SEVEL riduce i costi delle pulizie con la conseguenza che degli interinali verranno rimandati a casa e poi si fanno venire dei trasfertisti che aumenteranno i costi sempre a discapito di lavoratori interinali.

Queste scelte stanno penalizzando questi ragazzi che hanno come colpa quello di lavorare oltre l’immaginabile perché hanno la speranza di essere riconfermati. Queste decisioni stanno penalizzando l’occupazione territoriale in un territorio che necessita di avere risposte occupazionali soprattutto a causa delle situazioni di crisi, anche a causa del COVID, che stanno colpendo la nostra provincia. Assistiamo ad un aumento dei volumi SEVEL e perdiamo occupazione nel nostro territorio nel silenzio assordante della Regione Abruzzo. La FIOM, nel manifestare la propria contrarietà rispetto questa decisione e per esprimere solidarietà ai nostri ragazzi, proclama 2 ore di sciopero per il giorno 3 marzo 2021 da effettuarsi alla fine di ogni turno.

Un altro fronte è quello relativo ai lavoratori che si occupano delle pulizie nello stabilimento di piazzano di Atessa. In una nota, l’Unione Sindacale di Base, porta alla luce il problema di questi lavoratori, chiedendo di ATLAS e ISCOT, aziende che si occupano di pulizie all’interno dello stabilimento, di fermare la loro decisione, già annunciata, che prevede dal 1° marzo che 29 lavoratori saranno in somministrazione e resteranno a casa e faranno ricorso alla CIG, senza anticiparla ai lavoratori, per riorganizzare le attività.

Quando si fa efficienza per le aziende il primo obiettivo è tagliare i costi tanto che negli anni anche i PDR (premi di produzione) vengono erogati in base all’efficienza e un esempio è il premio che abbiamo preso con la mensilità di Febbraio. Il WCM impone ogni anno di alzare sempre più l’asticella, azzerando i risultati ottenuti in precedenza, e ciò lo possiamo semplificare con l’equazione in cui l’efficienza corrisponde a più produzione con meno lavoratori.

Aumento dei carichi e ritmi di lavoro, rimodulazione continua delle saturazioni con la scusa del mix produttivo, nuova turnazione, sono tutte voci che vanno ad aumentare l’efficienza per ridurre i costi sulla pelle dei lavoratori. Certo si è felici di prendere il premio, sudato e guadagnato, ma bisogna essere consapevoli che è frutto del continuo sfruttamento della forza lavoro in nome dell’efficienza.

La vicenda dei lavoratori di ATLAS e ISCOT deve farci riflettere sulla deriva che ha preso il mondo del lavoro, con sindacati sempre più accondiscendenti ormai incapaci di rappresentare gli interessi dei lavoratori, ed è vergognoso leggere la superficialità con cui i sindacati firmatari del CCSL dopo la riunione del Comitato esecutivo hanno scritto messaggi in cui quasi giustificavano la decisione aziendale: “per evitare sprechi all’interno del Plant , rimarranno invariate le pulizie cicliche previste dal protocollo anticovid. Nemmeno una parola per i lavoratori delle due aziende ed in particolare per quelli con contratto interinale che perderanno il lavoro. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai lavoratori delle due aziende coinvolte, ai 29 lavoratori che resteranno a casa, e siamo pronti a sostenerli con il nostro contributo anche con forme di lotte democratiche che speriamo saranno intraprese”.

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