Consulenti a titolo gratuito in Regione, fermo no del capogruppo Marcozzi (M5S)

Prima approvano la legge sull’Equo Compenso per garantire ai professionisti la certezza di essere pagati in maniera adeguata per il lavoro svolto (dimenticando però da oltre un anno di pubblicare gli allegati necessari per renderla attuativa), poi chiedono ai professionisti di lavorare gratis. Questo è ciò che succede nella Regione Abruzzo a guida Fratelli d’Italia”.

È il commento del Capogruppo M5S in Regione Abruzzo Sara Marcozzi: “Mentre una legge così importante – prosegue – finisce nel dimenticatoio senza essere materialmente applicata, si cercano consulenti per collaborazioni a titolo gratuito. In data 3 marzo, infatti, il Servizio Avvocatura regionale ha pubblicato un avviso a personale in quiescenza del settore pubblico e privato, per la ricerca di consulenti a titolo gratuito per attività di supporto alle strutture della Giunta regionale. Invece di indire un bando aperto a tutti, che possa dare una possibilità di lavoro regolarmente pagato ai tanti validi professionisti della nostra regione, il centrodestra va alla cervellotica ricerca di prestazioni utili al miglioramento delle attività di competenza del servizio, senza però dover sborsare un euro. Un comportamento inaccettabile da parte di un ente pubblico che, in piena emergenza pandemica, è stato perfino capace di trovare in poche ore milioni di euro per il ritiro del Napoli Calcio”. “Abbiamo passato ore ad ascoltare i professionisti, a lavorare nelle Commissioni e in Consiglio regionale per approvare la miglior legge possibile che introducesse il concetto di Equo Compenso in Regione Abruzzo, accorpando il testo scritto da me, dal collega Pietro Smargiassi e dal Presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri. Tutto tempo sprecato se poi è la stessa Giunta Marsilio, mentre lascia abbandonati in qualche cassetto gli allegati per rendere attuativa la legge, a cercare prestazioni gratuite. Invito Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia a fare ciò che il buonsenso impone di fare: tornare immediatamente sui propri passi, pagare regolarmente i professionisti per i servizi che chiedono e attuare finalmente la legge sull’Equo Compenso”.

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