Marongiu: “Lanciano e Vasto, nuovi ospedali fermi a 2 anni fa”

“La Asl 1 Avezzano/Sulmona/L’Aquila con delibera 466 del 12 Marzo 2021, ha affidato incarico di progettazione, per circa 600 mila euro, per lo studio di fattibilità tecnico ed economica per la costruzione e dunque l’utilizzazione dei fondi per il nuovo Ospedale di Avezzano. L’impulso della Regione Abruzzo, richiamato nella delibera aziendale, fa inevitabilmente avanzare di uno step il nuovo Ospedale di Avezzano, rispetto ai finanziamenti ottenuti e previsti per i nuovi Ospedali di Avezzano, Lanciano e Vasto”.

E’ quanto afferma in una nota Leo Marongiu, Presidente del Consiglio Comunale

L’Ospedale Lanciano

“Sottolineare questo passaggio significa evidenziare, invece, lo stallo rispetto alle procedure che grava ormai da due anni sui nuovi Ospedali di Lanciano e Vasto che, al pari di quello di Avezzano, potevano contare su studi preliminari di fattibilità utili alle trattative con il Ministero per la chiusura dell’accordo di programma. Delle due, l’una: o quegli studi dovevano essere tutti ampliati e migliorati con incarichi specifici di progettazione, come avviene ora per Avezzano, oppure si sta implicitamente decidendo di assegnare una priorità all’Ospedale di Avezzano, visto lo stallo degli ultimi due anni: sarebbe grave, un domani, scoprire che quello che poteva essere fatto a livello tecnico in questi due anni, con tutto il tempo di avviare una simile gara di progettazione anche per Lanciano e Vasto, è stato lasciato fermo o trascurato, senza l’alibi della emergenza Covid che cade di fronte all’impegno ed all’impulso dato alla Asl di Avezzano sempre in tempo di pandemia. La preoccupazione a livello tecnico/progettuale va a braccetto con la lentezza programmatoria, creando un mix di immobilismo: il fatto che, a distanza di due anni, non sia stata ancora approvata la sbandierata nuova rete Ospedaliera, blocca la firma degli accordi di programma, come espressamente evidenziato nel verbale di Ottobre della riunione del tavolo di monitoraggio al Ministero. Anche le municipalità di Lanciano e Vasto, come quella di Avezzano, si sono espresse nel corso di questi anni con deliberazioni di giunta e consiglio per riportare al centro il tema della costruzione dei Nuovi Ospedali. In questo contesto la scelta fatta su Lanciano è chiara e netta con la costruzione della Cittadella della Salute sull’attuale sito dell’Ospedale F. Renzetti, una scelta che non può né deve tornare in discussione: 1) per non concedere alibi a chi intende eventualmente ancora prendere o perdere tempo su una questione che invece è definita; 2) perché riaprire il tema della localizzazione significherebbe ripartire da 0 mentre altri stanno avanzando a livello progettuale con il rischio di saturare le risorse pubbliche previste; 3) perché l’Ospedale di Lanciano oltre ad essere un presidio sanitario è anche un importante elemento di economia cittadina; 4) perché non bisogna consumare altro suolo fuori città, avendo già in possesso il luogo dove costruire il nuovo Ospedale, senza aprire anche la partita dell’alienazione dell’attuale area in centro Città. La velocità decisoria con cui è stato disposto lo spostamento logistico delle vaccinazioni da Lanciano a San Vito, rivendicato da esponenti regionali dell’attuale maggioranza, sul quale nessuno ha polemizzato pur raccogliendo tante critiche ed anzi mettendoci a disposizione in un quadro di collaborazione nella gestione della pandemia,  può e deve essere impressa subito per la questione di ben altra portata riguardante la costruzione del nuovo grande presidio ospedaliero per acuti di Lanciano a servizio di una popolazione di circa 150 mila abitanti: e’ su questo che ci attenderemmo comunicazioni rispetto non a semplici volontà ma ad atti, fatti, delibere e incontri al Ministero. La costruzione del Nuovo Ospedale di Lanciano, sull’area dell’attuale Renzetti, mettendo fine a carenze strutturali e logistiche non è solo una priorità ma è un dovere morale e politico che gli amministratori di ogni livello hanno per tutelare i diritti dei figli e in dovere di buona sanità verso padri e nonni”.

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