Piano vaccinale Abruzzo: fasce d’età decrescenti dalla prossima settimana

Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha tenuto oggi la conferenza stampa nella quale ha illustrato il Piano vaccinale per l’Abruzzo, tenuta insieme all’assessore regionale alla Salute, Nicolettà Verì, al referente regionale per i vaccini, Maurizio Brucchi, al neo direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, Pierluigi Cosenza.

I vaccini che stiamo somministrando sono sicuri, devono essere utilizzati per superare questa pandemia per raggiungere l’immunità di gregge. L’obiettivo è arrivarci non più tardi di settembre. Se improvvisamente arrivassero dosi massicce di vaccini saremmo in grado di anticipare di gran lunga questa scadenza”.

Il Piano aggiorna l’ordine delle priorità degli aventi diritto, a cominciare dalle categorie fragili, cioé persone con patologie, disabili, ma anche i caregiver, ovvero i familiari che assistono persone h24 con disabilità gravi. Le vaccinazioni avranno inizio già da mercoledì prossimo 24 marzo. A seguire la fascia di età tra i 70 e 79 anni, che potranno prenotarsi già nella prossima settimana.

Il piano struttura poi la logistica definitiva per le somministrazioni, con 7 hub, nei principali ospedali della regione e 109 spoke, tra cui quelli mobili in camper. Per garantire la capillarizzazione delle somministrazioni, oltre all’ampliamento della rete dei punti vaccinali, si procederà ad incrementare il numero dei vaccinatori, coinvolgendo i medicini di medicina generale, gli odontoiatri, i medici specializzandi, le equipe dell’assistenza domiciliare integrata (Adi), i medici sportivi del Coni, i medici competenti dei siti produttivi e della grande distribuzione, i medici convenzionati ambulatoriali, i pediatri di libera scelta, i farmacisti.

A questi si aggiungeranno figure sanitarie che vorranno prestare volontariamente la loro opera (sulla base di avvisi pubblici finalizzati a istituire una “banca delle ore” messe a disposizione dai professionisti per la campagna vaccinale) e alle quali la Regione provvederà a fornire la necessaria copertura assicurativa.

Il documento, elaborato dal Dipartimento regionale Sanità, in collaborazione con le Asl, la Protezione Civile e il referente per la campagna vaccinale, segue il percorso già avviato con l’ordinanza del presidente della giunta regionale n.1 dell’8 gennaio scorso (che disciplinava la vaccinazione del personale sanitario e degli ospiti delle Rsa e delle Rp) e la successiva circolare del Dipartimento Sanità del 12 febbraio (con cui si regolamentava la vaccinazione del personale scolastico e delle forze di polizia).

Recepisce, inoltre, le nuove linee guida del Piano vaccinazione nazionale approvato il 13 marzo scorso.

Abbiamo messo in moto una macchina organizzativa capace di affrontare la sfida – ha detto ancora Marsilio – in grado di rispondere alle esigenze di salute e e sicurezza dei nostri cittadini. Si sta facendo un grande sforzo di organizzazione che coinvolge non solo sanitari in servizio ma anche volontari, medici in pensione, a titolo gratuito, specie nelle piccole comunità. Per questo dobbiamo essere pazienti rispetto a qualche sbavatura che potrebbe presentarsi”.

Questo nel giorno in cui l’Abruzzo risulta terzo in Italia per vaccinazioni, con l’86,5% delle dosi a disposizione somministrate, rispetto ad una media italiana dell’81,9%.

Ad oggi in Abruzzo già vaccinati 58.132 persone tra il personale sanitario, 20.112 nel personale non sanitario, 8.520 tra personale ospite e assistenziale delle Rsa, 63.077 over 80, pari al 78%, 23.677 tra il personale docente e non  docente, pari al 65%.

Le nostre Asl, le nostre strutture e il nostro assessore meritano un applauso – ha detto Marsilio -. Qualcuno ci vedeva in ritardo, abbiamo invece dimostrato nei fatti di essere all’altezza della situazione, siamo ora la terza regione per vaccinazioni effettuate, anche se non è una stupida gara. Ci sono sistemi sanitari regionali, regioni più ricche e blasonate, e allora una volta tanto lasciateci dire che il piccolo e ‘ciancicato’ Abruzzo sa dire la sua, e sa rispondere ai diritti di salute. Il piano arriva oggi perché l’ultima circolare ministeriale è arrivata una settimana fa – ha detto Verì -. Da ora si vaccineranno le persone fragili e disabili, da mercoledì, e anche i caregiver, ho fatto questa richiesta a livello nazionale, se è vero che dobbiamo ridurre mortalità e morbilità, ho inviato una lettera a ministro Roberto Speranza, a metà gennaio, con queste richieste. Priorità che è stata accolta. Dalla prossima settimana potranno esprimere la loro disponibilità le persone nella fascia di età dai 70 ai 79 anni”.

Ecco infatti l’ordine di priorità: “Elevata fragilità (persone estremamente vulnerabili; disabilità grave), già da mercoledì prossimo, “Persone di età compresa tra 70 e 79 anni”, “Persone di età compresa tra i 60 e i 69 anni”, “Persone con comorbidità di età 60 anni, senza quella connotazione di gravità riportata per le persone estremamente vulnerabili”,

E’ stata disciplinata anche la vaccinazione domiciliare per coloro che non possono lasciare in sicurezza la propria abitazione: i team vaccinali lavoreranno su turni di 10 ore giornaliere, nelle quali potranno eseguire 20 vaccinazioni (due ogni ora, compresi i tempi di percorrenza tra un’abitazione e l’altra).

Per quanto riguarda le tempistiche delle diverse categorie, in un primo momento si procederà in parallelo su 2 piani: completamento della vaccinazione delle categorie già inserite nella fase 1 (operatori sanitari e professioni sanitarie, compresi informatori scientifici e biomedici; forze armate, di polizia, soccorso pubblico; comunità residenziali; personale scolastico; personale delle procure e dei tribunali; disabili, fragili e loro caregiver) e avvio della campagna per le altre categorie in base all’età anagrafica, così come specificato nelle linee guida nazionali (età 70-79, 60-69, soggetti con età inferiore ai 60 anni con comorbilità non rientrante nelle categorie comprese nella fase 1, resto della popolazione).

I centri hub, individuati per ogni Asl, consentono l’articolazione sul territorio della campagna vaccinale al fine di agevolare l’accessibilità alla vaccinazione per tutta la popolazione; in tal senso è strategico il coinvolgimento del Sindaco, in qualità di Autorità Sanitaria locale.

I centri  meglio identificati come Punti Vaccinali Territoriali Straordinari (P.V.T.S.), individuati per ogni ASL, consentono l’articolazione sul territorio della campagna vaccinale, al fine di agevolare l’accessibilità alla vaccinazione per tutta la popolazione, e sono localizzati negli ospedali dei quattro capoluoghi più Vasto e Lanciano.

La scelta delle sedi ha tenuto conto degli aspetti geografici e territoriali, della distribuzione della popolazione e della capacità di conservazione e gestione del vaccino. A queste strutture sono state associate le sedi secondarie per la somministrazione (spoke) presso le strutture residenziali per la vaccinazione di ospiti anziani e del personale sanitario e socio-sanitario asservito.

Ci sono poi 109 centri Spoke, meglio identificati come Punti Vaccinali Territoriali Straordinari (P.V.T.S.), individuati per ogni ASL, consentono l’articolazione sul territorio della campagna vaccinale, al fine di agevolare l’accessibilità alla vaccinazione per tutta la popolazione. Di essi 24 in provincia dell’Aquila, 27 Chieti, 23 a Pescara e 45 a Teramo.

I sindaci  collaboreranno con i referenti regionali per individuare luoghi collettivi dove ubicare gli spoke, come palestre, palasport, parcheggi e ogni altro spazio che sarà ritenuto idoneo allo scopo.

Strutture complementari (in servizio da un minimo di 8 a un massimo di 12 ore al giorno) a quelle già esistenti, come gli ambulatori medici o i distretti sanitari di base.

I Pvts ci saranno anche quelli mobili, particolarmente utili in relazione alle peculiari caratteristiche orografiche del territorio abruzzese. Consentiranno di attingere in modo pervasivo anche i luoghi più distanti dalle aree urbanizzate a maggiore densità di popolazione.

La raccolta delle adesioni, in attesa della piena estensione della funzione di prenotazione del sistema centrale di Poste, può avvenire attraverso il Portale online dedicato: attraverso il portale suddiviso per categorie i cittadini manifestano direttamente (o con il supporto di un familiare) il proprio interesse ad essere vaccinati inserendo nella piattaforma online i propri dati anagrafici e di contatto. Il cittadino fornisce il proprio codice fiscale, le ultime cinque cifre della Tessera Sanitaria con la data di scadenza e il proprio numero di cellulare.

E ancora attraverso il supporto del Medico di Medicina Generale e/o della Farmacia: il Medico, il Farmacista o i servizi sociali dei Comuni possono registrare la volontà dei cittadini ad essere vaccinati.

Si potrà vaccinare presso lo studio professionale singolo o associato del Medico di medicina generale, sussistendo le condizioni di idoneità all’esecuzione della stessa; presso Punti di vaccinazione territoriale (PVT), secondo le condizioni organizzative e modalità stabilite dalle Aziende USL, o avvalendosi delle strutture messe a disposizione da Comuni e/o altri Enti/Soggetti.

Nel caso in cui il Punto di vaccinazione territoriale non sia provvisto di personale dedicato (infermiere e collaboratore amministrativo) a supporto dell’attività di vaccinazione, il Medico di assistenza primaria potrà avvalersi del proprio personale, del quale è responsabile dal punto di vista legale e giuridico, e provvederà a rendicontare giornalmente le ore di attività svolte presso il PVT. E ancora presso il domicilio degli assistiti, per coloro per i quali sia già stata attivata l’ADP o per cui ricorrano condizioni di grave rischio nel lasciare il proprio domicilio sussistendo le condizioni di idoneità all’esecuzione della stessa.

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