Si toglie la vita il primario Sabatino Trotta, arrestato ieri per corruzione

Il dirigente del dipartimento di Salute Mentale della Asl di Pescara, Sabatino Trotta, 55 anni, arrestato ieri per corruzione nell’ambito di una inchiesta su una gara pubblica dell’importo di oltre 11 milioni indetta dall’Asl di Pescara, si è tolto la vita nella cella nella casa circondariale di Vasto dove, da qualche ora, era stato trasferito dopo il fermo. La Procura di Vasto, ha aperto un fascicolo sull’accaduto. Trotta, era stato raggiunto da un ordine di carcerazione emesso del gip Nicola Colantonio, che ha portato in carcere il rappresentante legale della Cooperativa sociale La Rondine di Lanciano, Domenico Mattucci, e una dipendente della stessa Cooperativa con funzioni di coordinatrice, Luigia Dolce. La Rondine fa parte del Consorzio Sgs, sempre con sede a Lanciano, che ha ottenuto l’ appalto, garantendo, secondo quanto raccolto dagli inquirenti, regalie a Trotta. L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore capo Anna Rita Mantini. Trotta era stato condotto nella casa circondariale di Vasto, in località Torre Sinello nel pomeriggio di ieri, intorno alle 15:30 ma nella notte si è tolto la vita, impiccandosi utilizzando la cinta della tuta che avrebbe assicurato alla finestra della cella. Ha lasciato un biglietto alla moglie e ai figli. Inutili i soccorsi del 118: all’arrivo dei sanitari per il primario non c’era più nulla da fare.

ROTONDI (FI): “IL MINISTRO CARTABIA RIFERISCA IN PARLAMENTO SUL GRAVISSIMO EPISODIO”

Gianfranco Rotondi, presidente della fondazione Dc e vicepresidente del gruppo di FI alla Camera eletto in Abruzzo, appresa la notizia del suicidio del primario Sabatino Trotta, ha chiesto al ministro della Giustizia, Marta Cartabia, di riferire nell’aula di Montecitorio quanto avvenuto nella Casa Circondariale di Vasto. “E’ necessario ricostruire la vicenda in modo completo, poiché essa richiama le responsabilità di un sistema che permette la diffusione di intercettazioni private contemporaneamente alla contestazione di un possibile reato, con conseguenze psicologiche i cui esiti sono drammaticamente evidenti – ha motivato la sua richiesta Rotondi.

UILPA POLIZIA PENITENZIARIA: “UNA TRAGEDIA. ORA L’AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA AGISCA CON IL RICONOSCIMENTO DEL NOSTRO GRIDO D’ALLARME SUGLI ORGANICI

Siamo attoniti e sgomenti per quanto accaduto”.

Esordisce così il segretario locale della UIL PA polizia penitenziaria Renato Tramontano sui fatti che hanno caratterizzato il suicidio del dirigente della Asl Serafino Trotta-. Da tempo denunciamo la grave situazione di organico che insiste presso la Casa Lavoro di Vasto ma risultati in termini di adeguamento ai numeri previsti purtroppo tardano ad arrivare. Su 99 addetti previsti solo 70 risultano oggi in attività dei quali solo 20 sono coloro deputati al controllo diretto. 19 sono in attesa di pensionamento e 4 in malattia a lungo termine.

Troppo pochi per garantire ciò che l’articolo 27 della Costituzione ci invita a fare.

Un suicidio in carcere è sempre una sconfitta per il sistema penitenziario, da troppo tempo la UILPA Polizia Penitenziaria abruzzese sta lanciando l’allarme sulla carenza di organico nelle carceri – interviene così sulla triste vicenda il segretario generale UIL PA polizia penitenziaria Abruzzo Ruggero Di Giovanni-. La scelleratezza dei tagli lineari di poliziotti ed il mancato turn over creano problematiche gestionali che si riversano soprattutto sui detenuti; la polizia penitenziaria è sempre riuscita a garantire la “gestione d’emergenza” che abbiamo in tutti gli degli istituti abruzzesi, ma in casi come questo, dove non era possibile prevedere il gesto terribile, possiamo solo auspicare che non vengano immaginate responsabilità da parte degli insufficienti poliziotti in servizio – conclude il segretario generale regionale Ruggero Di Giovanni.

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