Ospedale di Guardiagrele, Taglieri (M5S): “Utile al territorio ma depotenziato”

Il sostegno sanitario a livello territoriale in Abruzzo è molto carente, e la totale assenza di una programmazione chiara da parte della Giunta Marsilio rischia di aggravare ulteriormente la situazione. L’esempio perfetto è quello dell’Ospedale di Guardiagrele, oggetto dell’interpellanza che ho discusso in Consiglio regionale. Si tratta di una struttura che è stata depotenziata anno dopo anno, al punto che il Direttore Generale della Asl Thomas Schael avrebbe addirittura minacciato le dimissioni se Guardiagrele fosse stato riconosciuto stabilimento di Chieti. La conseguenza è che oggi, in questa struttura, non sappiamo neppure se siano garantiti i servizi essenziali per intervenire velocemente a favore di chi ha bisogno. E questo è un fallimento per l’assistenza territoriale abruzzese su cui questo centrodestra non si è dimostrato minimamente in grado di intervenire”.
Ad affermarlo è il Consigliere regionale M5S Francesco Taglieri, a margine del Consiglio regionale in cui è stata affrontata l’interpellanza a sua firma riguardo al futuro dell’Ospedale di Guardiagrele.

A tal proposito, l’Assessore Verì – prosegue – ha parlato al futuro, continuando a fare promesse che fino a oggi non hanno avuto riscontri nella realtà. Eppure dobbiamo vedere la questione nel complesso, coinvolgendo tutta l’assistenza sul territorio. Perché lo stesso ragionamento che abbiamo fatto per Guardiagrele possiamo replicarlo per Atessa o per Gissi. La verità è che con un territorio esteso 2500 km² nella Provincia di Chieti, ci sono di fatto tre strutture sanitarie. Di queste, due funzionano male e una inizia a zoppicare. È chiaro quindi che senza una reale continuità assistenziale, da ridisegnare in base alle esigenze dei territori, dare le risposte che i cittadini meritano è praticamente impossibile. Invece, con il benestare dell’Assessore Verì e del Presidente Marsilio, la linea della Asl teatina, guidata ancora da Thomas Schael, sembra essere ormai chiara. Mentre ci sarebbe bisogno di avvicinarsi ai territori, la distanza continua a restare enorme e la presenza latita. È ingiustificabile il fatto che la Giunta non muova un dito nella direzione giusta, cercando scuse e difendendo qualsiasi tipo di scelta. Dove i cittadini trovano dei muri da valicare, la politica ha il dovere di abbatterli. Cosa che, col centrodestra al governo dell’Abruzzo, non succede neanche in ambito sanitario”.

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