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l'approfondimento

L’Italia è il Paese che usa la Costituzione a intermittenza

Approfondimenti | pubblicato martedì 13 dicembre alle 08.31 | 4 commenti
GianCarlo Amicarelli
L’Italia è il Paese che usa la Costituzione a intermittenza
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4 commenti

  1. 1

    In questi tempi difficili raramente capita di leggere analisi altrettanto lucide. L’attenzione alla politica vera senza politichese, e la sensibilità ai problemi delle persone, sono una boccata d’aria fresca. Spero che il Partito Repubblicano torni ad essere un punto fermo nella politica nazionale e locale. Non mollate, a quanto vedo le persone le avete. Se proseguirete sulla strada che Amicarelli indica, con le argomentazioni che usa, saremo in tanti a seguirvi.

    » di Franco Inglesi · inserito il 13 dicembre 2011 alle 19:13 «
  2. 2

    non conosco il sig. Amicarelli ma da quanto leggo riesco dello stesso e del Partito Repubblicano Italiano, il primo partito che ho votato alle elezioni, ad avere un’idea nuova. credevo fossero restate solo le persone anziane come me, i nostalgici ad oltranza di un’idea e di un simbolo. anche dagli altri commenti letti su questo sito che tanto mi tiene compagnia mi devo, invece, ricredere. parlate solo ed esclusivamnete di problemi reali, che toccano la gente. penso a quel bell’articolo sualla sanità abruzzese e sulla chiusura degli ospedali..
    finalmente un partito, seppur piccolo, che torna (non so se lo ha sempre fatto) ad occuparsi delle persone, dei loro bisogni e di quello che in questo momento possono pensare.
    c’è una crisi di dempcrazia in questo Paese ma, è questo mi fa sentire più sollevato, c’è un partito che in Abruzzo che torna a parlare alla gente. l’unica cosa che mi riesce difficile comprendere è (spero non lo sia più in futuro) l’alleanza con Berlusconi e con la sua corte.
    mi ricordo, quando lo votavo che il PRI era un partito se non proprio di sinistra, almeno di centro. èper me lo sbocco nataurale è fuori dal bipolarismo che ci ha regalato d’alema e berlusconi e in una alleanza di centro con i liberali (miricordo che li votavo insieme alle europee) e di quanti vorranno condividerne il percorso. il mio è solo lo sfogo di un vecchio ormai a capolinea. ma i giovani dove sono? esistono in questo nuovo PRi? bravo Amicarelli continui così. Antonio

    » di A. D'Alimonte · inserito il 14 dicembre 2011 alle 08:32 «
  3. 3

    Il commento è semplice: “le caste non si toccano mai” (si può aggiungere anche “i ricchi non devono pagare le tasse: al massimo solo un contributo il più basso possibile”).
    Non sono i dipendenti provinciali che dovrebbero trovarsi un altro lavoro perchè sarebbero spostati alla regione o al comune, (fanno un lavoro comunque utile e necessario); sono le moderne “corti” di assessori, presidenti, vicepresidenti, autisti, eccetera che perderebbero la loro (presunta) importanza.
    Del resto la continua nascita di nuove provincie (in Sardegna, in Puglia, in Lombardia, (per citarne solo alcune a caso) non fa certo pensare ad una loro soppressione.
    Lo stesso dicasi per i vari ordini professionali (anche se i tassisti non sono un “ordine” in senso stretto).

    » di Rodolfo Bario, Bologna · inserito il 16 dicembre 2011 alle 01:20 «
  4. 4

    Certo che quando prendete una cantonata, vi piace prenderla bella grossa. Ma dove sta scritto, nell’intervento di Amicarelli, che la Casta non dev’essere toccata? Ma dove sta scritto che a pagare devono essere sempre i più poveri? Semmai si sostiene il contrario. Semmai si afferma che ormai è irrinunciabile un cambio di passo, o non ci sarà più futuro. La sicumera con cui vi accostate ad argomenti che non conoscete, o di cui non riuscite a cogliere la ricaduta sociale, dimostra con chiarezza quale sia la strada che ci ha condotti a questo punto. Mi auguro che Amicarelli non prenda in considerazione i vostri balbettii. Che pena.

    » di Riccardo Pazienza · inserito il 31 dicembre 2011 alle 18:04 «

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