Orso Marsicano

Orso morto, il WWF chiede sospensione pascoli nei comuni della Marsica

Il Wwf Abruzzo, a seguito del ritrovamento “dei resti di un ennesimo Orso bruno marsicano” avvenuto lo scorso 9 giugno in località ‘Prato Cardosa, zona Alfedena-Villalago, ha chiesto espressamente allEnte Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise di procedere a dotare di radiocollari almeno tutta la popolazione adulta presente nell’area di principale presenza dell’Orso e a sospendere il pascolo in tutti i comuni e prioritariamente in quelli della Marsica. In questo modo – si legge in una nota – sarà possibile seguire gli esemplari e si potrà venire a conoscenza di eventuali decessi in tempi tali da consentire gli accertamenti del caso e le analisi necessarie per stabilire le cause di morte. L’animale – sottolinea il Wwf – potrebbe essere morto per la stessa patologia infettiva, la Tbc, che ha causato di recente la morte di un’orsa femmina che frequentava le medesime aree di pascolo. E’ vero che quest’ultimo animale potrebbe essere morto per una molteplicità di altre cause, ma in ogni caso è necessario gestire con adeguata risolutezza la comparsa della Tbc sui pascoli di Gioia dei Marsi, visto che già nel 2013 si è segnalato un caso di Tbc in un bovino proveniente dai pascoli di Lecce dei Marsi prossimi a quelli di Gioia dei Marsi. Si dia quindi seguito alle richieste avanzate nei giorni scorsi dal ministro della Salute e si sospenda a titolo cautelativo il pascolo del bestiame a Gioia dei Marsi ed a Lecce dei Marsi. Inoltre chiediamo all’assessorato alla Sanità della Regione Abruzzo, in particolare al responsabile dei Servizi veterinari, di adoperarsi immediatamente per promuovere capillari e puntuali controlli per tutti gli allevamenti che insistono nelle aree del Parco e dei comuni adiacenti, nel rispetto del principio precauzionale e dell’interesse pubblico per la conservazione e salvaguardia di una specie rara e sempre più a rischio di estinzione, ma anche per la stessa salute pubblica. Chiediamo infine alle autorità di polizia di svolgere – conclude il WWF – così come previsto dalla legge, adeguati controlli sul rispetto delle norme regolamentari sul pascolo, sull’identificazione dei singoli esemplari, sul divieto di pascolo al di fuori delle aree autorizzate anche provvedendo al sequestro del bestiame in caso di irregolarità”.