rosalia alpina

Al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise parte il censimento di cinque specie di coleotteri

Tra i suoi tesori, il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ne racchiude due piccolissimi, poco visibili agli occhi della maggior parte dei visitatori. Si tratta del coleottero eremita (Osmoderma eremita) e della rosalia alpina (Rosalia alpina), due insetti importantissimi per preservare i delicati equilibri dell’ecosistema boschivo in cui vivono e la cui presenza nel nostro Paese è minacciata da cattive pratiche di gestione delle foreste, dove il taglio degli alberi a scopo commerciale e la rimozione del legno morto priva i coleotteri saproxilici del loro habitat naturale.

Per capire se e in quale numerosità questi due coleotteri sono ancora presenti nei boschi italiani, i ricercatori del LIFE 11 NAT/IT/000252 “MIPP” (Monitoring of insects with public participation), un progetto coordinato dal Corpo Forestale dello Stato e cofinanziato dalla Commissione Europea che vede coinvolti il Centro Nazionale Biodiversità Forestale di Bosco Fontana, la Sapienza Università di Roma, l’Università degli Studi Roma Tre, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la Regione Lombardia e il Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura (CRA-ABP) di Firenze, setacceranno i boschi del Parco alla ricerca di larve ed esemplari adulti. Il gruppo di entomologi presenterà il progetto al pubblico e agli operatori del Parco domani, martedì 22 luglio, alle ore 11, presso la sala conferenze del Museo Naturalistico di Pescasseroli durante un seminario organizzato in collaborazione con il Servizio Scientifico del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e con l’Ufficio Territoriale per la Biodiversità del Corpo Forestale di Castel di Sangro.

Il Life “MIPP” è un progetto che mira a sviluppare e testare nuove tecniche di monitoraggio per censire le popolazioni di cinque specie di coleotteri (oltre a Osmoderma eremita e Rosalia alpina ci sono Lucanus cervus, Cerambyx cerdo, e Morimus asper/funereus). Si tratta di insetti dal ruolo ecologico così importante da far parte delle specie animali da proteggere individuate dalla cosiddetta “Direttiva Habitat”, una disposizione della Comunità Europea il cui scopo è salvaguardare la biodiversità degli stati membri attraverso la conservazione degli habitat naturali e delle specie animali e vegetali in questi presenti. I monitoraggi avverranno in diverse aree naturali sparse sul territorio italiano (Foresta di Tarvisio e Prealpi Giulie, Bosco Fontana, Bosco della Mesola, Foreste Casentinesi, Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise e area di Castel di Sangro) e, oltre ai ricercatori del progetto, coinvolgeranno anche i cittadini. Il LIFE “MIPP” è infatti uno dei primi esperimenti italiani di “citizen science”: chiunque potrà aiutare i ricercatori a censire le popolazioni dei cinque coleotteri segnalando ogni avvistamento in tutto il territorio nazionale sulla pagina web del progetto (www.lifemipp.eu) o tramite un’applicazione per dispositivi mobili (smartphone e tablet) scaricabile gratuitamente dal sito. Il contributo dei cittadini è estremamente prezioso, ogni segnalazione sarà validata, resa visibile sul sito e inserita nel database del Network Nazionale per la Biodiversità del Ministero dell’Ambiente per poi confluire nei rapporti europei. In questo modo ciascun segnalatore avrà contribuito alla protezione di queste specie di insetti così importanti per la conservazione della biodiversità e per gli equilibri delle foreste che le ospitano.