Maria Rita D'Orsogna

Ombrina: la Medoilgas presenta richiesta di autorizzazione AIA

La Medoilgas di Londra ha presentato documentazione per ottenere l’Autorizzazione Integrata Ambientale su Ombrina Mare, il progetto di 4-6 pozzi di petrolio e di una mini-raffineria a pochi chilometri da riva fra San Vito Marina ed Ortona.  Con Ombrina, l’Abruzzo ha solo da perderci con rischi alla salute, all’ambiente e danni alle attività economiche e turistiche. I politici regionali adesso debbono attivarsi in modo concreto e non a parole. Devono farsi portavoci in modo più incisivo di quanto fatto finora su Ombrina Mare, e devono manifestare all’amministrazione di Matteo Renzi l’urgenza e la necessita di dire no al petrolio nei nostri mari. Non vogliamo comunicati o rassicurazioni, vogliamo fatti, vogliamo la bocciatura definitiva di Ombrina. Sono sei anni che aspettiamo”.

E’ l’invito lanciato in queste ore da Maria Rita D’Orsogna, PhD Department of Mathematics della California State University at Northridge, di Los Angeles, che esorta i cittadini a “inviare osservazioni di contrarietà al Ministero dell’Ambiente, secondo quanto previsto dalla legislazione italiana ed europea”. Residenti, turisti, gestori di impianti turistici, pescatori, mamme, associazioni possono sottoscrivere il loro dissenso secondo le istruzioni riportate su http://dorsogna.blogspot.com/2014/07/ri-affondiamo-ombrina-mare.html

“Poche sono le opportunità in cui il cittadino ha la possibilità di dialogare con il suo governo ed è importante che tutti gli spaccati della società civile mostrino il proprio dissenso – avverte la D’Orsogna -. Resistiamo da anni e anche se a noi sembra una storia infinita e in alcuni casi scoraggiante a causa delle troppe scorrettezze di petrolieri e politici, è una bellissima storia di resistenza di una comunità intera contro l’invasore. Abbiamo dato filo da torcere alla Medoilgas, con manifestazioni e informazione a tappeto e occorre continuare. La Medoilgas ha già usato fanghi di perforazione, che sarebbero vietati in nord Europa e intende portare avanti acidificazione e possibile fratturazione. I loro calcoli sono approssimati, i loro capitali sociali sempre più esigui e assolutamente insufficienti a coprire eventuali danni”.