Elettrodotto

Flash Mob a Lanciano contro l’Elettrodotto Villanova-Gissi

Il Comitato Ambiente Salute e Territorio organizza per il 26 luglio a Lanciano, ore 19,30, in Corso Trento e Trieste, un’azione comune dimostrativa breve contro l’Elettrodotto Villanova-Gissi. Tutti i cittadini possono intervenire, adulti e bambini, per formare a terra un serpente umano che simboleggerà l’altezza dei tralicci (fino a 75mt). L’evento durerà pochi minuti. Hanno già dato la propria adesione i ragazzi di Zona 22 (S.Vito), e il movimento Stop Biocidio. Sarà poi la rete, com’è per queste iniziative, a calamitare sul posto le persone. Si vuole far risaltare che la lotta all’energia fossile è una battaglia di coerenza. Questi progetti sono devastanti e inutili, come il Mose, per il nostro paese.

Oltre al Flash Mob, c’è da ricordare che contro l’impianto – si tratta di un’infrastruttura complessa che prevede una spesa superiore ai 60 milioni di euro e l’installazione di piloni, che raggiungeranno i 75mt d’altezza, e ingenti oneri di manutenzione (4 milioni di euro l’anno per l’intera dorsale fino a Foggia) – contro la sua realizzazione sono state avviate azioni legali. Ma a un anno e mezzo di distanza dal Decreto di autorizzazione, non sono ancora passati a sentenza tutti i ricorsi presentati al TAR Lazio e proposti dai Comuni di Lanciano, Castel Frentano e Paglieta, il C.A.S.T. e diversi proprietari ricorrenti.

Altro nodo da sciogliere per le Amministrazioni rimaste contrarie al progetto, è la possibilità di rinegoziare con Terna varianti nei tratti critici degli attraversamenti, come le zone più urbanizzate (la minima distanza di un immobile o fabbricato dall’asse di un traliccio è 38 metri). A Terna si chiederebbe di valutare ipotesi che sono basate sulle stesse fasce di fattibilità previste in progetto.

I cantieri sarebbero al via, dato che l’autorizzazione è immediatamente esecutiva. A Filetto quasi 200 cittadini hanno presentato al Sindaco  la richiesta di annullamento della Delibera con cui era stata approvata l’intesa con Abruzzoenergia su compensazioni e attraversamenti.  Il Sindaco Di Tullio pare abbia scelto la linea dura: niente ripensamenti. Ha invitato Terna in un incontro con la gente “infuocato” per le proteste contro il “MOSE dell’energia”. Gli ingegneri della Società hanno dovuto ammettere gli “errori “ di Abruzzoenergia. Escludere la concertazione e accorciare i tempi con un progetto poco condiviso e pieno di criticità irrisolte si è rivelato un boomerang. La società  ha tracciato il percorso in modo unilaterale, senza discutere le fasce di fattibilità in sede locale. Ora si vorrebbe far passare la tesi che Terna (gestore della Rete RTN) dopo la voltura del Decreto si ritrovi, suo malgrado, in eredità il progetto, con la patata bollente del malcontento nei confronti dell’opera.   Cresce perciò la rabbia verso le istituzioni locali che hanno messo il territorio sul tavolo della trattativa privata – Passi? Ma quanto mi dai? – e la conflittualità sociale è in fermento. A Orsogna l’intesa è stata già annullata da una recente delibera che ha tenuto conto di un clima di agitazione e delle istanze della comunità colpita dall’opera.

“Sono in tanti i cittadini che hanno firmato richieste di ritiro e annullamento delle intese (Atessa, Guardiagrele, ecc) nei Comuni che hanno negoziato gli accordi prima dell’ok definitivo all’opera – spiega Antonella La Morgia del Comitato Ambiente Salute e Territorio -. Le Amministrazioni sono sotto accusa per non avere valutato – con procedure di informazione e trasparenza verso le comunità interessate – rischi, impatti e svalutazioni delle proprietà coinvolte. Diverse perizie documentano la perdita di commerciabilità degli immobili e dei terreni, e il relativo deprezzamento. Poi ci sono i rischi sanitari, che incombono in particolare sui bambini, date le statistiche sulla leucemia infantile registrata nella popolazione residente nei pressi degli elettrodotti. Molti proprietari hanno firmato l’accettazione delle indennità (somme sproporzionate all’entità del pregiudizio) offerte da Terna. È un diritto però attendere la notifica del decreto con la determinazione delle somme e decidere se contestarle. Chi istruisce i cittadini però su come e cosa fare, prima di firmare ingenuamente stipulazioni che sono irrevocabili? Purtroppo nessuno. Molti si sono così lasciati convincere da argomenti non proprio veritieri, del tipo “Hanno firmato tutti, sei rimasto solo tu!”. Oppure, la dichiarazione che i ricorsi erano stati rigettati e non c’erano più azioni giudiziarie contro il decreto .

Il CAST invita a prestare molta attenzione e a riflettere, possibilmente con il consiglio di un legale e di un tecnico esperto sulla facoltà che spetta a tutti di addurre elementi per la stima corretta dell’indennizzo o di aprire un contenzioso sull’indennità aspettando la notifica (ex DPR 327/2001).  La rivalutazione della somma spettante può essere in alcuni casi anche di una certa entità”.