Il gruppo di ricercatori del progetto Barbie

Fondazione Mario Negri Sud: finanziato un nuovo progetto europeo

L’Europa sostiene la ricerca del centro, in Italia si fa fatica a mantenerlo attivo.

L’impegno e la competenza scientifica della Fondazione Mario Negri Sud per lo studio e la tutela dell’ambiente è stato ribadito da un nuovo cofinanziamento europeo. Il Centro di Scienze Ambientali della Fondazione conferma la propria esperienza decennale in ambito LIFE con due progetti europei in corso e un nuovo progetto in partenza dal titolo “Conservation and Management of Barbus meridionalis and Barbus plebejus in the Emilian tributaries of Po Rivers (BARBIE)”.

Lo studio ha l’obiettivo di migliorare la naturalità degli ecosistemi fluviali e di promuovere innovative politiche di gestione condivisa e sostenibile della risorsa acquatica, a partire dal recupero di due specie ittiche considerate dalla Commissione Europea di elevato valore (perché minacciate dalle attività antropiche e bioindicatrici di qualità ambientale). Il progetto è formalmente iniziato lo scorso 22 luglio con la costituzione del gruppo di lavoro ed avrà una durata quadriennale e un importo complessivo di 2.189.378 euro. Oggetto di studio saranno i corsi d’acqua in quattordici Siti di Interesse Comunitario della Rete Natura 2000 tra le Provincie di Parma, Piacenza e Reggio Emilia.

L’iniziativa progettuale è nata però proprio a Santa Maria Imbaro, nei laboratori della Fondazione Mario Negri Sud, grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Parma, leader nazionale nel settore dell’ecologia fluviale e dell’ittiologia. Nel partenariato sono coinvolti anche il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, l’Ente Gestione della Biodiversità Emilia occidentale (che racchiude differenti Aree protette locali), lo spin-off accademico Gen-Tech e l’Autorità di Bacino del Fiume Po.

Nonostante la mancanza di remunerazione da ormai oltre dieci mensilità, le ricercatrici e i ricercatori della Fondazione hanno garantito la consueta progettualità, sebbene il futuro non appaia luminoso.

Anche in vista del nuovo bando europeo LIFE+, con scadenza il 16 ottobre prossimo, si auspica una maggiore collaborazione delle Amministrazioni ed Enti locali ma, soprattutto, l’assunzione di decisioni da parte del Consiglio di Amministrazione della Fondazione per la permanenza del centro di ricerche in Abruzzo, salvaguardando la progettualità esistente e il personale coinvolto.