La piattaforma Rospo Mare di Edison

Goletta Verde in Abruzzo per ribadire il fermo no alla petrolizzazione

Ha fatto tappa quest’oggi a Vasto, la Goletta Vede di Legambiente, che per il 29° anno consecutivo, è tornata a navigare nell’ambito del tour della campagna itinerante, che ogni estate realizza un monitoraggio sullo stato di salute del mare e dei litorali italiani. La storica imbarcazione è in Abruzzo da mercoledì 30 scorso e resterà in Abruzzo fino a sabato 2 agosto, toccando anche Giulianova, per poi riprendere la navigazione alla volta di Trieste, che raggiungerà il 14 agosto prossimo per concludere il suo viaggio.

A Vasto, saranno eseguiti dei prelievi i cui risultati verranno diramati il 2 agosto nel corso di una conferenza stampa in programma a Pescara. E ovviamente c’è attesa per conoscere quale sia la situazione quest’anno, dal momento che nel 2013, sono stati 7 punti su nove considerati non in regola.

All’incontro con la stampa di questa mattina erano presenti Rossella Muroni, direttrice generale Legambiente, Luciano Di Tizio, delegato regionale WWF, Mario Mazzocca, assessore regionale all’Ambiente, il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, insieme al vicesindaco e assessore al Turismo, Vincenzo Sputore e il tenente di vascello Giuliano D’Urso.

La presenza degli esponenti di Legambiente, di amministratori regionali e locali, inevitabilmente ha portato il discorso sulla questione legata alle ricerche petrolifere a largo delle coste abruzzesi e i progetti tesi all’estrazione di idrocarburi. Politiche sulle quali l’attuale Governo nazionale non sembra voler abbandonare nonostante le prese di posizioni dei comuni, della stessa Regione e delle associazioni non solo di quelle impegnate nelle battaglie ambientaliste.

Critiche sono piovute alle strategie che si continuano a seguire, che finirebbe per danneggiare il turismo abruzzese con poche, pochissime ricadute occupazionali.

Sempre oggi, gli attivisti di Greenpeace sono partiti dal porto di Vasto per raggiungere far visita alla piattaforma Rospo Mare B, di proprietà di Edison e Eni, che dista poche miglia. Sulla nave un light banner con 3600 luci a led recita “No trivelle” per dire no alla “follia delle trivellazioni off-shore” e chiedere al governo di abbandonare petrolio e carbone puntando sulle rinnovabili.

E a proposito di posizioni contro i rischi di petrlizzazione della costa, l’ultimo in ordine di tempo è quello del  parlamentare Fabrizio Di Stefano, che  ha presentato un suo emendamento in Commissione Ambiente. “L’opposizione ad Ombrina 2 e altre iniziative credo non vada fatta solo sulle piazze e sui giornali ma anche, per chi può, con fatti concreti. Ho così presentato un emendamento al Decreto competitività con cui s’intende ripristinare i vincoli previsti dal modificato Decreto Prestigiacomo. Con questa norma verrebbe scongiurata definitivamente la petrolizzazione della nostra Regione. Da questo pomeriggio – fa sapere l’esponente di centro destra – inizieranno le valutazioni e le votazioni in Commissione degli emendamenti. Spero però che al di là di chi lo presenti, su questa tematica, si faccia squadra e blocco unico tra tutti coloro che si sono dichiarati pubblicamente contrari a tale insediamento. Diversi sono i parlamentari abruzzesi in maggioranza, qualcuno è al Governo, mi aspetto, come tutti gli abruzzesi, più fatti che propaganda”.