All’incontro con i giornalisti, insieme a Pagliai e Anna Anconetano, dell’Ufficio comunicazione del Consorzio Negri Sud, Fabio Di Stefano, Dirigente Medico Azienda USL Lanciano-Vasto-Chieti, Associazione Medici per l’Ambiente “ISDE – ITALIA” e Enrico Miccadei, Professore di Geologia ambientale, Dipartimento Scienze della Terra, Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara. I lavori convegnistici sono stati divisi per sessioni: Suolo, Acqua,. Aria, Educazione Ambientale. Vuoi per incontrare l’interesse degli studenti di ogni ordine e grado, comunque con maggiore attenzione verso la sensibilità dei più piccoli: vuoi anche per mettere a confronto aspetti dello stesso problema, pur seguendo studi diversi dei fenomeni.
“L’interesse del Consorzio Mario Negri Sud sullo studio dei rapporti fra ambiente e salute, presente da sempre fra gli obiettivi dell’Istituto, si è intensificato grazie allo svolgimento dello studio ambientale e sanitario del centro oli ENI previsto ad Ortona, che ci ha consentito di mettere in evidenza evidenti incongruenze progettuali e notevoli rischi per la salute delle popolazioni limitrofe in caso di realizzazione dell’opera – ha aggiunto Pagliani –. Quel che proponiamo nella due giorni è per la nostra regione una prima volta molto importante proprio perché parleremo della VIS. Ci auguriamo che l’occasione porti a una maggiore sensibilizzare verso questa procedura che potrà rivelarsi particolarmente utile nella stesura di progetti per la mobilità, nel disegnare piani regolatori”.
Sarà anche l’occasione per parlare ancora una volta dell’importanza della prevenzione per evitare gravi danni ambientali e quindi alla salute di tutti. In particolare dei più piccoli. “La dimostrazione che molte malattie trovano una loro origine in cause ambientali, quali l’accumulo di inquinanti nell’aria, nell’acqua, nel suolo e nel cibo, e l’esistenza su scala mondiale di gravi e irreversibili dissesti ambientali, rende necessario per i medici orientare il loro ruolo professionale e civile per promuovere la salute anche attraverso scelte di tutela ambientale – ha detto Fabio Di Stefano – . Il ruolo del medico si fa dunque sempre più complesso, in quanto non è sufficiente impegnarsi solo in campo diagnostico terapeutico, ma anche in quello della prevenzione e della identificazione dei fattori di rischio. Il degrado ambientale genera nuove patologie e sarà determinante per la salute delle generazioni future. Per far ciò è necessario superare l’isolamento all’interno della categoria, collaborare con le altre figure di tecnici della salute e dell’ambiente, raccordarsi con quei settori professionali che più possono influenzare gli amministratori e la popolazione – in particolare i media, la scuola, il mondo giuridico e quello economico”.
Ma nell’Auditorium del Negri Sud sarà anche l’occasione per fare la conoscenza con la Geomedica. “Il legame fra le Scienze della Terra e la Medicina, rappresentato dalla disciplina Geologia e Salute, oggi viene sintetizzato come Geomedicina – spiega Enrico Miccadei –.La Geomedicina può essere definita come la scienza che si occupa dell’influenza dei fattori ambientali definiti cosiddetti “esterni” sulla distribuzione geografica di problemi patologici e nutrizionali che condizionano la salute dell’uomo, nonché degli animali. I fattori ambientali esterni sono sia quelli climatici, per la loro influenza diretta ed indiretta sulla qualità dei suoli, sia quelli legati alla natura geologica del terreno (in termini di composizione mineralogica e chimica), i quali controllano sia la qualità dei suoli, che la qualità delle acque. La Geologia, difatti, con tutte le sue varie branche che ad essa si integrano, si occupa di caratterizzare gli ambienti sia in funzione della presenza, che dell’eventuale deficit, di alcuni elementi e composti chimici tossici per la salute umana. La Geochimica, la Mineralogia, la Petrografia, la Geomorfologia e l’Idrogeologia e la Geologia ambientale si integrano per fornire un quadro completo delle caratteristiche dell’ambiente, fornendo informazioni preziose sia per la tutela che la prevenzione dell’uomo. Solo dopo l’acquisizione di conoscenze scientifiche fondamentali di carattere chimico, medico e nutrizionale sono state poste le basi per lo studio oggettivo di causa-effetto fra fattori ambientali e problemi sanitari”.
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