«Estendendosi sempre più la raccolta differenziata secco/umido, l’Unione – dice Domenico Antonio Pace, presidente della stessa e sindaco di Torino di Sangro – sta sviluppando progetti sul compostaggio dei rifiuti organici. La sintonia tra Comuni serve».
Oggi a Fossacesia la raccolta secco/umido a domicilio è attiva in parte, perché il porta a porta riguarda il centro urbano e i rifiuti umidi (gli avanzi dei cibi) e quelli secchi non riciclabili, ma non la carta, la plastica e il vetro. A Torino di Sangro non si distingue l’umido e la raccolta è fatta con cassonetti stradali. Con il 35% di raccolta differenziata, Fossacesia stacca il 10% di Torino di Sangro. Ma presto la raccolta secco/umido e porta a porta sarà integrale per rifiuti umidi, carta, plastica, vetro e rifiuti secchi non riciclabili; con l’obiettivo di superare il 65% di raccolta differenziata.
«Fossacesia – nota il sindaco Fausto Stante – con quasi 6.500 abitanti ha avuto la scala per partire prima, anche se parzialmente. Ma con Torino di Sangro toccheremo quasi i 10mila abitanti e ciò sarà un vantaggio anche per noi. Siamo attenti all’ambiente, alla certezza dello smaltimento ma anche ai costi».
Le novità saranno nette con capillari campagne di informazione: i programmi pluriennali sulla comunicazione potranno ricevere 4 dei 60 punti riservati alla qualità delle proposte tecniche (40 punti saranno assegnati sul prezzo).
Secondo il progetto a base della gara, affidato alla società Airone Servizi, le famiglie (anche se non residenti) e le attività economiche riceveranno nuove attrezzature: sacchi, pattumiere o bidoni e trespoli per organizzare al meglio la raccolta differenziata in casa, nel condominio o negli spazi produttivi. «È previsto nella gara d’appalto – specifica il sindaco Stante – e chi vincerà dovrà provvedere agli acquisti secondo parametri chiari indicati da noi».
Il nuovo servizio partirà in inverno e il porta a porta avrà frequenze intensificabili. Le famiglie avranno di base 3,5 ritiri settimanali complessivi in bassa stagione e 4,5 in estate; le attività economiche 7 e 9 ritiri. Ma la ditta vincente dovrà esser pronta a portarli fino a 5 e 8 per le famiglie e fino a 12 e 14 per le attività.
«Si parla da tempo – evidenzia Pace – di ambiti territoriali ottimali; noi cominciamo ad allargare la scala e ci mettiamo concretamente a disposizione di una pianificazione migliore».
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