La vicenda è quella nota del contenzioso tra Comune di Rapino e la società Mammarosa per l’affitto dei terreni di proprietà del Comune destinati ad impianti da sci. La Giunta Comunale, nonostante le aspettative favorevoli derivanti dalle ben 2 vittorie nei gradi di giudizio conseguite dalla precedente Amministrazione, con il riottenimento della disponibilità dei terreni e un ingente indennità in favore del Comune, ha ritenuto di abbonare al privato parte di quelle somme. Somme che i giudici invece avevano stabilito come interamente dovute in virtù dell’utilizzo dei terreni da parte della società Mammarosa nonostante i contratti fossero scaduti. Il diritto a quelle somme doveva essere tutelato anche secondo il parere, non rispettato, del legale del Comune interpellato in sede di transazione. “I precedenti contratti – spiega l’ex Sindaco Rocco Micucci e oggi Consigliere di minoranza – avevano garantito il monopolio del territorio ad un unico imprenditore che per decenni aveva pagato somme irrisorie: ca. 12.500 euro all’anno per la disponibilità di 1.400.000 mq (un milione e quattrocentomila metri quadrati) di terreno. Le tariffe fissate dall’ Amministrazione guidata dal sottoscritto, ritenute congrue dai giudici, garantivano un’entrata essenziale per le casse comunali e per i servizi ai cittadini. Inoltre la possibilità di avere più operatori turistici interessati avrebbe assicurato la valorizzazione e lo sviluppo di quel territorio. Da qui le ragioni del contenzioso da parte della società Mammarosa che non intendeva rinunciare ai privilegi di cui aveva goduto fino a quel momento.” Il Vice Procuratore Generale dott. Massimo Perin ha inoltre evidenziato nella citazione in giudizio che la concessione dei terreni per “un termine elevatissimo (40 anni!), oltre ad essere di dubbia legittimità, ingessa le scelte strategiche in materia turistica per un tempo del tutto irragionevole”. Ma il Procuratore rincara la dose quando evidenzia che per l’affitto di quei terreni “l’essersi discostati dal parere del proprio legale e l’aver escluso anche la procedura concorrenziale, che avrebbe consentito al Comune di ottenere maggiori vantaggi, con pieno rispetto della regola del buon andamento, è sintomatico di comportamento irregolare e gravemente inefficiente.” “Il comportamento gravemente colposo di Sindaco, Giunta e Tecnico, evidenziato dalla Procura della Corte dei Conti, disegna un quadro inquietante su quanto accaduto e adombra motivazioni poco chiare sul perchè: i cittadini di Rapino hanno subito un danno gravissimo, che ha avuto come conseguenza anche il taglio di servizi importanti, per favorire invece il mancato pagamento di quanto dovuto da parte di un imprenditore privato. Il Sindaco Cocciaglia ha finora detto che le indagini della Corte dei Conti erano atti dovuti, ma di fronte alla citazione in giudizio e alle pesanti accuse che gli vengono mosse dalla Procura dovrebbe ora immediatamente dimettersi.”
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