Traffico illegale di auto nell’Est Europa, chiesto rinvio a giudizio per 25

F.D.F. di 55 anni; A.V. di 29; L.D. di 35; M.C. di 46; M.C. di 39 anni, tutti di Lanciano; R.D. di 65 anni, e F.D. di 37 anni, entrambi di Orsogna; K.D. di 39 anni e A.G.R. di 62; A.M. di 41 tutti di Ortona; I.S. di 63 anni, di Pescara;  V.N. 35 anni di Fara San Martino; A.T. di 57 anni, di Isernia; A.F.P. 49 anni, di Casoli; N.D. di 36 anni, di Montenero di Bisaccia (CB); A.P. di 67 anni 67, di Macchiagodena (IS); M.G. (anni 41) di Termoli; L.V. di 47 anni, di San Vito Chietino; V.G. di 49 anni, di Ravenna; A.C. di 76 anni, di Macchiagodena (IS); H.N.K. di 41 anni; D.D. di 40 anni; I.K. di 40 anni, tutti cittadini bulgari; M.H. di 58 anni, slovacco.

Sono queste le iniziali delle 25 persone, tutte delle provincia di Chieti, per le quali il pm, Rosangelo Di Stefano, ha chiesto il rinvio a giudizio per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, ricettazione, appropriazione indebita e falso documentale.  La proposta avanzata dalla Procura di Chieti arriva a conclusione dell’indagine della Polstrada di Lanciano sul traffico illegale di veicoli e altre merci tra l’Italia e l’Europa dell’Est, relativamente al periodo tra il 2011 e il 2012.

La presunta truffa è stata stimata in 500mila euro di profitto illecito, è consistita nella “falsificazione di documenti di circolazione e certificati di proprietà sottraendosi all’obbligo di riconsegna delle targhe per esportare illecitamente i veicoli con carichi amministrativi e penali verso paesi esteri, in particolare la Bulgaria, dove venivano anche riciclate decine di autovetture oggetto di truffa in danno di società finanziarie – spiega una nota della Polstrada di Lanciano a conclusione dell’Operazione Bulgaria. “L’organizzazione criminale aveva inoltre dato vita a un’attività dedita alle truffe di merce in genere in particolare ai danni di vari commercianti dai quali, dietro lo schermo di apparenti solide società costituite per ingenerare il falso convincimento della solvibilità e presentandosi con false generalità, si faceva consegnare ingenti quantitativi di svariata merce corrispondendo il prezzo di acquisto con assegni che rimanevano insoluti per poi rivendere la stessa merce e chiudere le aziende prima che i creditori potessero intervenire legalmente”, spiegano dalla Polstrada di Lanciano al termine di una complessa indagine andata avanti con intercettazioni telefoniche e perquisizioni per circa un anno. “Gli indagati si sono dati una stabile organizzazione con la predisposizione di mezzi idonei, società commerciali e locali da adibire a sede sociale, con i magazzini che venivano utilizzati per lo stoccaggio della merce e il deposito temporaneo delle autovetture proventi di reato tra Lanciano, Ortona e Orsogna – sottolinea la Polstrada.

Nella vicenda sono coinvolti anche due autorivenditori di Lanciano, M.C. e M.C. Le indagini sono durate più di un anno con intercettazioni telefoniche che hanno visto impegnati gli uomini della squadra di Polizia Stradale di Fabio Santone ed evidenziato come, attraverso la falsificazione dei documenti, le autovetture oggetto di truffe ai danni di società finanziarie oppure gravate da carichi amministrative e penali venivano trasportate con bisarche in Bulgaria e vendute in vari paesi dell’Est Europa. La Polizia Stradale di Lanciano, durante le indagini, ha sequestrato in flagranza di reato veicoli pronti ad essere trasportati con le bisarche verso la Bulgaria accompagnati da documenti falsi e ha recuperato, durante le perquisizioni domiciliari, centinaia di targhe occultate. Inoltre, seguendo il flusso di denaro, la Stradale è intervenuta a Cervia (RA), Macchiagodena (IS) e Pettoranello (IS) sorprendendo, sempre in flagranza di reato, alcuni soggetti dell’organizzazione che sotto falso nome stavano truffando decine di aziende del Nord Italia.

“Utilizzando dei prestanomi, dopo aver rilevato società come la Edil Strade s.r.l. e il Grand Hotel Cervia s.r.l., gli indagati cambiavano gli assetti societari e ragioni sociali, contattavano decine di aziende dalle quali acquistavano merce di tutti i generi per poi poter scomparire nell’anonimato da lì a pochi mesi – spiegano dalla Polstrada di Lanciano – grazie al pronto intervento della Polizia Giudiziaria è stato scoperto un capannone a Cervia in provincia di Ravenna con all’interno centinai di articoli commerciali oggetto di truffa che venivano sequestrati e nel corso dei mesi restituiti ai legittimi proprietari”.

Identica procedura per un capannone scoperto a Pettoranello in provincia di Isernia.