La ricorrenza della Guardia di Finanza

Festa della Finanza e bilancio delle attività svolte

Il traffico di droga rappresenta una delle attività più redditizie per le organizzazioni criminali ed è caratterizzato da una elevata tendenza alla transnazionalità e dalla collaborazione fra cosche di matrice e nazionalità diverse.

E’ quanto messo in evidenza nella relazione del comandante della Guardia di Finanza, il generale Francesco Attardi, in occasione del 240esimo Anniversario della Fondazione del Corpo della Guardia di Finanza, svoltasi presso la caserma “S. Ten. M.A.V.M Tito Giorgi”, sede del Comando Regionale Abruzzo della Guardia di Finanza.

Occasione per tracciare un bilancio sulle attività del Corpo nell’ultimo anno.

Nella lotta al traffico di sostanze stupefacenti nel territorio abruzzese, nel mese di febbraio è stata conclusa una complessa e vasta indagine denominata “Big Stone” avviata da militari del Nucleo della Polizia Tributaria di L’Aquila e della Compagnia di Giulianova, che ha condotto all’arresto di 8 persone per i reati di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti a carico dei componenti di una consorteria criminale, costituita prevalentemente da soggetti appartenenti a famiglie rom stanziali legati da vincoli di parentela diretta, operativa sul litorale della provincia di Teramo e della vicina provincia marchigiana di Ascoli Piceno. Oltre alla ricostruzione dell’operatività dell’associazione per delinquere, le indagini svolte dai finanzieri sono state orientate anche a ricostruire il profilo economico-finanziario degli arrestati, al fine di garantire l’aggressione ai patrimoni illecitamente acquisiti attraverso il traffico di sostanze stupefacenti.

A seguito di un articolato screening patrimoniale, sono state infatti accertate disponibilità ingiustificate di beni immobili, nonché di liquidità finanziare sui conti correnti bancari, nell’ordine di circa un milione di euro. Sono stati quindi posti sotto sequestro, su disposizione del Gip del Tribunale di L’Aquila, 2 immobili ubicati nei Comuni di Alba Adriatica e Martinsicuro, nonché tutte le disponibilità bancarie esistenti sui conti correnti riconducibili agli indagati.

A Teramo invece, qualche giorno fa, i militari della locale Compagnia, nell’espletamento di attività di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, hanno rinvenuto in delle buste di cellophane di colore nero foglie e arbusti di marijuana, appena tagliati e pronti per l’essiccazione per un peso complessivo di oltre 20 chili.

Complessivamente, da inizio anno, in Abruzzo sono stati effettuati 144 interventi che hanno consentito di identificare e verbalizzare 155 soggetti; denunciare all’Autorità Giudiziaria 47 soggetti dei quali 29 arrestati; sequestrare oltre 57 chili di sostanze stupefacenti (in prevalenza hashish, marijuana, cocaina ed eroina).

Sul fronte alla lotta alla criminalità organizzata, sono stati conclusi finora 7 accertamenti che hanno interessato 157 persone. E’ quanto emerge nella relazione dell’attività operativa della Guardia di Finanza dell’Abruzzo, letta dal comandante regionale, il generale Francesco Attardi. Nell’ambito dello stesso comparto sono stati sequestrati 4 beni immobili per un controvalore stimato in circa 850 mila euro; sono stati sequestrati 3 beni mobili registrati per un controvalore stimato in circa 23 mila euro; confiscati 4 beni immobili per un controvalore pari a circa 600 mila euro; confiscati 3 beni mobili registrati per un controvalore stimato in circa 17 mila euro. Sono state formulate all’Autorità Giudiziaria proposte di sequestro per circa 1,4 milioni di euro. Anche nella lotta al riciclaggio dei proventi da attività illecite la Guardia di Finanza ha svolto un ruolo di primissimo piano, riuscendo ad accertare riciclaggio per circa 2,4 milioni di euro. In questo settore sono state denunciate all’autorità giudiziaria 9 soggetti; approfondito 227 segnalazioni di operazioni sospette; accertate, nei confronti di 24 soggetti, 34 violazioni alla disciplina sulla circolazione del denaro contante per circa 160 mila euro. Nei primi mesi del 2014, per tutelare gli imprenditori in difficoltà dall’aggressione degli strozzini, sono stati effettuati 2 interventi che hanno consentito di denunciare all’autorità giudiziaria 4 soggetti, tutti accusati di usura.

Le Fiamme Gialle, nel corso delle attività di monitoraggio sull’impiego dei fondi pubblici destinati alla riparazione degli immobili danneggiati dal sisma, si legge nella relazione dell’attività operativa del Corpo, hanno concentrato l’attenzione su una pratica per la quale, nel complesso, sono stati erogati circa 1,1 milioni di euro, rilevandone l’assenza dei presupposti previsti dalla legge per l’accesso al finanziamento, dissimulata dai richiedenti grazie anche alla compiacenza di un tecnico incaricato. Tutto nasce dall’istanza prodotta dai beneficiari del contributo, nell’ambito della quale veniva attestato l’utilizzo quale civile abitazione (oltre che, parzialmente, quale esercizio commerciale) di un immobile di quattro piani. I riscontri operati dai finanzieri hanno permesso, invece, di accertare come, alla data del sisma, l’immobile fosse agibile solo limitatamente ai locali del piano terra (presso i quali insisteva l’attività commerciale), mentre i piani elevati erano ancora in fase di costruzione e parzialmente non accatastati. Nonostante ciò, i proprietari dell’immobile hanno indicato nell’istanza per la concessione del contributo l’utilizzo a titolo abitativo dei piani elevati, producendo, peraltro, documentazione parzialmente difforme rispetto a quella redatta dai tecnici incaricati della verifica sull’agibilità dell’immobile, tale da indurre in errore i responsabili dell’istruttoria e determinare l’approvazione del contributo pur in assenza dei requisiti.

Sempre nell’ambito della ricostruzione post sisma le Fiamme Gialle avevano già nel marzo scorso accertato l’ennesima truffa finalizzata all’indebito conseguimento di fondi comunitari destinati al ripristino delle attività produttive nella zona del cratere aquilano. Ed anche in questo caso i finanzieri del Nucleo PT L’Aquila, su delega della locale autorità giudiziaria avevano sottoposto a sequestro preventivo per equivalente, finalizzato alla confisca, un immobile dal valore commerciale stimato in circa 2 milioni di euro.