Carabinieri

Rissa: i carabinieri arrestano tre persone

Tre persone sono state arrestate dai carabinieri di Montesilvano per una rissa avvenuta la sera del 9 giugno scorso nella città adriatica, in via Lago di Bomba, a seguito della quale un quarto uomo è rimasto ferito, è stato abbandonato in strada dagli altri e dopo essere stato soccorso e’ finito in ospedale. Uno degli arrestati è Antonio Grieco, 25 anni di Varese, che nelle ore successive al pestaggio, la notte tra il 9 e 10 giugno, era alla guida di un’auto rimasta coinvolta a Spoltore in un incidente mortale costato la vita a un pugile di 19 anni, Leon Hamza.

Gli altri arrestati, oltre a Grieco, sono Bibel Ouirghim, nato in Tunisia, 32 anni, domiciliato a Montesilvano, e Amadou Mbaye, nato in Senegal, 37 anni. In base alla ricostruzione dei carabinieri, che sono risaliti ai componenti del gruppo anche attraverso le telecamere, al termine della rissa, Grieco si è allontanato a bordo della sua autovettura e più tardi è stato protagonista dello scontro mortale. Arrivando sul posto i carabinieri non hanno trovato né lui né gli altri ma solo il ferito. Gli arresti sono stati eseguiti per i reati di rissa e concorso in lesioni aggravate ma resta da prendere il quarto protagonista della rissa, Ion Lazar Narcis, 26anni romeno, che è la vittima del pestaggio e che fino ad ora non e’ stato rintracciato. Gli altri sono in carcere. Al momento non si conoscono i motivi della rissa, ma si presume che si tratti di questioni illecite.

Dovrà rispondere dei reati di resistenza a Pubblico Ufficiale e guida in stato di ebbrezza il 37enne residente a Montesilvano, ma di fatto domiciliato a Chieti, arrestato questa notte dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia in collaborazione con i colleghi della Stazione di Casalincontrada. L’uomo, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, poco prima della mezzanotte, mentre percorreva via Aterno di Chieti Scalo, a bordo della sua Alfa Romeo 156, è incappato in un controllo alla circolazione stradale eseguito, dagli uomini dell’Arma, nel corso di un servizio perlustrativo del territorio. Da subito ai militari è sembrato che l’uomo mostrasse i sintomi di chi aveva fatto uso eccessivo di sostanze alcoliche e, pertanto, lo hanno invitato a sottoporsi all’accertamento preliminare dell’alcool test che consiste nel soffiare in un precursore. Il 37enne, di tutta risposta, si è rifiutato categoricamente di sottoporsi a qualsiasi tipo di controllo e, nonostante le ripetute richieste avanzate dai Carabinieri, ha fatto chiaramente intendere che non avrebbe cambiato idea in alcun modo. Come previsto in questi casi i militari hanno fatto presente all’uomo che, difronte al suo rifiuto di sottoporsi all’accertamento, avrebbero proceduto a ritirargli la patente di guida e a sequestrargli la sua autovettura. L’uomo è stato quindi invitato a contattare telefonicamente un amico o un parente disposto ad accompagnarlo a casa. Trascorsa una buona mezz’ora dalla telefonata effettuata dal 37enne i Carabinieri hanno visto arrivare un’auto, con alla guida una donna, che si è fermata in una piazzola di sosta a non molta distanza da dove si trovavano loro. La donna, poi risultata la convivente dell’arrestato, dopo essere scesa dalla vettura si è recata verso i militari e, senza dire una parola, si è messa alla guida dell’Alfa 156 del compagno. Contemporaneamente il 37enne si è seduto al suo fianco dalla parte del passeggero. I militari, rimasti increduli a quanto stava accadendo, hanno chiesto alla coppia spiegazioni sul loro comportamento ma, a quel punto, l’uomo è intervenuto dicendo che la macchina non doveva essere sequestrata poiché, al momento del controllo, alla guida non vi era lui ma la sua compagna come era chiaramente intuibile dal fatto che era seduta al posto di guida. Una pantomima degna di un film del celebre “Totò” che però non ha avuto un buon finale. La commedia è durata poco perché a quel punto i Carabinieri hanno iniziato a redigere i verbali per sequestrare l’auto e ritirare la patente all’uomo. Quest’ultimo, di tutta risposta, ha afferrato il polso del militare per impedirgli di scrivere e ha iniziato a spintonarlo energicamente. Ne è scaturita una breve colluttazione al termine della quale il 37enne è stato immobilizzato dagli uomini dell’Arma e tratto in arresto con le accuse di resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale e guida in stato di ebrezza. Posto agli arresti domiciliari dall’Autorità Giudiziaria  l’uomo è stato processato, con rito direttissimo, questa mattina. Il Giudice, dopo aver convalidato l’arresto eseguito dai Carabinieri e disposto la sua contestuale scarcerazione, lo ha sottoposto all’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria tre volte alla settimana.  Per la sua convivente è invece scattata una denuncia in stato di libertà per resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale.