Il carcere di Lanciano

Agente aggredito da detenuto a Lanciano. La Uil-PA penitenziari chiede rinforzi

Agente aggredito nella casa circondariale di Lanciano. Il fatto è avvenuto ieri sera, ma la notizia è stata appresa solo oggi attraverso il Il segretario provinciale della UIL-PA penitenziari Ruggero Di Giovanni.  Dopo la chiusura dei detenuti, un giovane rinchiuso nel carcere di Villa Stanazzo, con un manico di una scopa, ha tentato di colpire un agente. Fortunatamente la prontezza di riflessi dell’agente ed il fatto che tra i due vi fossero le sbarre della cella hanno evitato il peggio. I motivi dell’aggressione sono in corso di accertamento. L’agente è stato curato ed ha avuto una prognosi di 5 giorni per le ferite al braccio, in ogni caso le sue condizioni non destano preoccupazione.

“Semmai a destare preoccupazione, a quanto pare solo alla UIL Penitenziari, è il mancato assestamento dell’istituto a seguito del cambio al vertice; parliamo di atteggiamenti e decisioni prese che mal si prestano a favorire il lavoro della Polizia Penitenziaria e di tutti gli altri operatori nei vari settori del carcere di Lanciano. In una lettera dettagliata inviata al Provveditore Regionale Dott. ssa Bruna Brunetti, nel lontano 15/05/2014 avevamo accennato anche a questo tipo di problemi, chiedendo un incontro urgente teso a chiarire la complessa situazione nell’istituto frentano, le difficoltà riscontrate con l’attuale gestione e la reale situazione sul fronte del personale di Polizia Penitenziaria. Ma a tutt’oggi – afferma Di Giovanni – non abbiamo avuto nessun riscontro dal locale Provveditorato, tant’è che abbiamo inoltrato un’altra nota di sollecito, l’ultima, a causa del mancato interessamento della Dott. ssa Bruna Brunetti. Invero un segnale d’interesse verso il carcere di Lanciano c’è stato, il richiamo in sede di quasi tutti i distaccati che fino a ieri operavano a Lanciano ed il trasferimento di una unità da Lanciano a Pescara. Quindi, non solo non abbiamo avuto rinforzi ma il poco personale è stato ulteriormente ridotto di 7/8 unità; nel frattempo gli agenti del carcere di Lanciano svolgono turni di 10/12 ore continuative, in barba alle normative che prevedono un massimo di 9 ore di lavoro e solo in caso di eccezionali esigenze di servizio. Pertanto chiediamo, ancora una volta, al Provveditore Regionale di voler intervenire immediatamente per: favorire l’affidamento definitivo degli incarichi di dirigenza e comando nel carcere di Lanciano; verificare quanto denunciato da questa O.S., magari attraverso una ispezione mirata a constatare le nostre lagnanze; accertare direttamente la precaria situazione numerica del personale di polizia Penitenziaria in servizio nel carcere frentano. In caso contrario siamo pronti a mettere in atto tutte le prerogative sindacali per ottenere il rispetto dei diritti e della dignità della Polizia Penitenziaria”.