Il sit-in davanti al carcere di Lanciano

Carceri, la Polizia Penitenziaria di Lanciano: “Costretti a turni massacranti e sicurezza a rischio”

180 agenti necessari ma solo 130 in servizio effettivo, cioé al di sotto del minimo garantito; sicurezza precaria all’interno non solo per gli stessi agenti ma anche per i detenuti, che sono 290, 190 dei quali nelle sezioni di massima sicurezza; turni di lavoro che toccano le 12 ore consecutive; da mesi, nonostante le sollecitazioni, silenzio assordante da parte dell’Amministrazione per far fronte alle esigenze della Polizia Giudiziaria.

E’ il quadro non del tutto sconosciuto dipinto oggi in occasione del sit-in promosso dalle sigle sindacali Uil Penitenziari, Sappe, Osapp, Sinappe, Cgil e Cnpp. Assente la Cisl. Per dar vita alla manifestazione di stamani, che non sarà l’unica per il mese di agosto, Ruggero Di Giovanni della Uil Penitenziari, Giuseppe Ferrantino del Sinappe, Piero Di Campli del Sappe e Francesco Ricco della Cgil, hanno dovuto chiedere un’ora di permesso. Un aspetto che la dice lunga sulla situazione che si vive oltre il cancello principale della Casa Circondariale.

“Siamo pronti a dar vita ad altre forme di protesta: così non possiamo più andare avanti, i carichi di lavoro sono diventati insostenibili. Siamo stanchi di non essere ascoltati e di lavorare il 35 per cento in più di quello che dovremmo. I nostri turni di lavoro sono di 8, 10, 12 ore al giorno. Vogliamo essere ascoltati dall’amministrazione e dal provveditore che finora non ci hanno degnato della benché minima attenzione. Aspettiamo da aprile una convocazione ma ora diciamo basta – hanno concluso i rappresentanti sindacali degli agenti penitenziari di Lanciano – si inizia con l’astensione della mensa ad agosto, poi con lo sciopero dello straordinario, ovvero costringeremo il direttore ad obbligarci formalmente a fare turni di straordinario; a settembre, se non avremo risposte prima, siamo pronti a rimanere in carcere dopo il nostro turno di lavoro”.

Intanto arriva una nuova denuncia del SAPPE, il primo e più rappresentativo Sindacato della Polizia Penitenziaria, sull’uso disinvolto di autobus e mezzi del Corpo di Polizia e di altrettanti Agenti autisti. Dopo la denuncia di ieri, 11 pullman destinati al “servizio taxi” delle ragazze partecipanti ai Campionati mondiali di pallavolo femminile  che si terranno a Verona dal  23 settembre al 5 ottobre 2014, si allunga l’elenco dei servizi di accompagnamenti che il SAPPE definisce “assurdi”.

“Il parco automezzi della Polizia Penitenziaria è stato ed è destinato a servizi di trasposto e accompagnamento che nulla hanno a che fare con i servizi di Polizia, in un periodo in cui tra l’altro molti poliziotti sono giustamente in ferie”, torna a denunciare Donato Capece, Segretario Generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. “Abbiamo infatti scoperto che l’Amministrazione Penitenziaria, la Direzione Generale delle Risorse Materiali, dei Beni e dei Servizi, ha disposto di impiegare mezzi e agenti di Polizia Penitenziaria a disposizione un po’ di tutti. Della Federazione Italiana Tennistavolo per i campionati europei giovanili dall’11 al 20 luglio scorsi a Riva del Garda. Della Federazione Pugilistica Italiana per trasportare gli atleti che hanno partecipato ai campionati europei femminili giovanili di box in programma ad Assisi dal 18 al 28 luglio. Della Federazione italiana di Atletica Leggera per accompagnare la rappresentanza regionale giovanile del Lazio (!) al Raduno tecnico giovanile in Trentino Alto Adige dal 24 al 31 agosto prossimo. E ancora: 4 pullman ed altrettanti autisti sempre a disposizione della Fidal dal 10 al 15 settembre per trasportare gli atleti che parteciperanno ai campionati del mondo corsa in montagna di Casette di Massa e, infine, auto e motociclisti della Polizia Penitenziaria per essere impiegati a Chieti ai campionati italiani di tiro alla targa. Ma tutto questo cosa ha a che fare con i servizi di polizia? E perché si devono usare ed usurare mezzi dello Stato, di un Corpo di Polizia? Chi ha disposto e perché questi servizi? Lo chiediamo al Ministro della Giustizia Andrea Orlando, auspicando che vorrà disporre urgentemente una inchiesta interna. Glielo chiediamo per dovere di trasparenza e per rispetto delle migliaia di donne e gli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria impegnati ogni giorno nei servizi di trasporto e piantonamento dei detenuti, spesso su mezzi vecchi e fatiscenti”.

Il SAPPE, che annuncia sulla questione un esposto alla Corte dei Conti perché valuti eventuali danni erariali, auspica infine che nell’ambito dell’annunciata riorganizzazione del Ministero della Giustizia, e quindi anche dell’Amministrazione Penitenziaria, “si istituisca al DAP la Direzione Generale della Polizia Penitenziaria, che avochi a sé tutte le attività demandate al Corpo, oggi frammentate in più Direzioni Generali e senza un reale coordinamento, come l’incredibile vicenda dell’uso disinvolto dei mezzi del Corpo dimostra”.