Goletta Verde di Legambiente

Goletta Verde: il mare d’Abruzzo primo in Italia per inquinamento, causa mancata depurazione

Dopo due mesi di navigazione lungo le coste italiane, sono state diffusi oggi i dati sui rilevamenti eseguiti da Goletta Verde di Legambiente e per l’Abruzzo arriva un verdetto poco edificante. La nostra regione, infatti, risulta in testa alla classifica, insieme alle Marche (rispettivamente 88% e 83% dei prelievi) per risultati inquinati. Sotto accusa foci di fiumi, canali e scarichi sospetti. Ma veniamo ai dettagli. Su 264 campioni di acqua analizzati dal laboratorio mobile di Goletta Verde lungo i 7 mila chilometri d’Italia, sono stati ben 186 (il 55%) a risultare fuorilegge per i parametri microbiologici previsti dalla normativa. Occorre tuttavia sottolineare che l’85% di questi campioni inquinati è stato registrato presso, mentre solo 22 dei 146 campioni fuorilegge riguardavano spiagge affollate da bagnanti. Dopo Abruzzo e Marche, vengono Calabria e Lazio, con il 79 e il 75% dei punti risultati critici. Le migliori regioni sono invece la Sardegna e la Toscana. Il killer del mare è ancora una volta la mancata depurazione che riguarda un italiano su tre. Dopo due sentenze di condanna, la prima nel 2012 e la seconda nell’aprile 2014, la Commissione Ue ha avviato quest’anno la terza procedura d’infrazione, la 2014/2059 per il mancato rispetto della direttiva sulla depurazione degli scarichi civili. Il procedimento riguarda 880 agglomerati urbani in tutta Italia, il 28% del totale, per l’inadeguato trattamento degli scarichi fognari.

“Abbiamo monitorato oltre 7mila chilometri di coste facendo 32 tappe e possiamo dire che il bicchiere è forse più mezzo vuoto più che mezzo pieno – ha detto Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente, presentando i dati del monitoraggio a Roma. “E’ dal 1986 – ha aggiunto – che monitoriamo costantemente lo stato di salute delle acque denunciando più volte il problema di una mancata depurazione dei reflui civili. Lo stesso governo ricorda che attualmente solo il 64% degli italiani è servito da impianti di depurazione e il ritardo che abbiamo accumulato rispetto agli obiettivi imposti dall’Europa ci potrebbe vedere infliggere una multa di mezzo miliardo di euro. Chiediamo quindi all’esecutivo – ha concluso Ciafani – di sbloccare le opere utili come quelle a tutela del mare anziché di ricorrere al solito lungo elenco di opere stradali e autostradali”