La pistola usata dai banditi

Recuperate le armi del colpo all’ufficio postale di Rapino

 

Un fucile d’assalto militare marca ZASTAVA M.70 (modello Kalashnikov), calibro 7,62×39 con due caricatori e relativo munizionamento, in dotazione alle forze armate della ex Jugoslavia; una pistola revolver marca Smith & Wesson, modello 686, calibro 357 Magnum, con 7 cartucce; un fucile automatico KFC calibro 12. Sono queste le armi con le quali quattro banditi, lo scorso 1° settembre, hanno rapinato l’ufficio postale di Rapino, ingaggiando un conflitto a fuoco con una pattuglia dell’Arma durante la fuga. I quattro le hanno usate e hanno mirato ad altezza d’uomo, centrando un’auto dei militari: proiettili che hanno raggiunto il parabrezza che è scoppiato, ferendo un militare.

Le armi sono state ritrovate ieri pomeriggio, nel corso di un’imponente battuta in un’area boschiva nel Comune di Bucchianico. Lì i banditi, originari di Cerignola, le avevano abbandonate.

I carabinieri del Comando Provinciale di Chieti, coadiuvati da personale di rinforzo dell’Ottavo Reggimento Carabinieri Lazio, hanno concentrato le ricerche in un’area compresa tra i Comuni di Bucchianico e Casacanditella dove, presumibilmente, i quattro rapinatori si erano nascosti dopo aver abbandonato l’autocarro Iveco usato per la fuga, per dileguarsi a piedi.

Le armi, sono state rinvenute in località Calcara del Comune di Bucchianico, accuratamente nascoste tra la fitta vegetazione a ridosso del fiume Foro. La localizzazione, la zona e le modalità con cui sono state occultatefanno ritenere che era intenzione dei rapinatori tornare sul posto per recuperarle qualora fossero riusciti a guadagnare la fuga. Gli arrestati saranno ora deferiti anche per il reato di ricettazione di armi. Singolari e diversi i modi in cui la malavita può venire in possesso di armi così pericolose: il fucile mitragliatore ZASTAVA M.70 (modello Kalashnikov) è un fucile d’assalto militare usato dagli eserciti regolari della ex Jugoslavia durante la guerra nei Balcani. Come tante altre armi in possesso della malavita italiana è probabilmente giunto nel nostro paese grazie al mercato nero sorto a seguito di questo conflitto.

La pistola revolver marca Smith & Wesson è giunta nelle mani dei rapinatori dopo aver attraversato l’Italia, un dettaglio che lascia intendere come la malavita organizzata sia capace di trasferire, da un capo all’altro del Paese, armi di provenienza illecita. Nonostante sia di un calibro piuttosto potente è risultata, infatti, provento di un furto in abitazione avvenuto nel bergamasco. Il fucile automatico KFC calibro 12 è stato invece rapinato nelle campagne di Cerignola ad una coppia di cacciatori napoletani, particolare che evidenzia in modo significativo la provenienza degli stessi rapinatori.