Orso Marsicano

Orso ucciso nella Riserva di Monte Genzana: indagato un 61enne che confessa

Un uomo di 61 anni, residente nel comune di Pettorano sul Gizio, è indagato per il reato di uccisione di animali e la violazione della legge sulla caccia. A.C., queste le iniziali dell’uomo, è stato identificato dal Corpo forestale dello Stato che ha svolto delle indagini per l’uccisione dell’orso bruno marsicano la cui carcassa era stata rinvenuta lo scorso 12 settembre in nei pressi della Riserva di Monte Genzana, in provincia dell’Aquila.

L’attività investigativa del Nipaf dell’Aquila ha portato ora la Procura della Repubblica di Sulmona a iscrivere nel registro degli indagati l’uomo. Nell’ispezione eseguita dai forestali sono stati sequestrati sei fucili e diverse munizioni, regolarmente detenute, rinvenute diverse tracce del passaggio dell’orso nella pertinenza dell’abitazione dell’indagato, nonché altri reperti utili al proseguimento delle indagini.I l materiale sequestrato sarà inviato, per le successive analisi, a laboratori specializzati.

Intanto la Lav esprime in una nota soddisfazione per le indagini condotte dal Corpo Forestale dello Stato che in Abruzzo ha individuato un indagato per l’efferata uccisione dell’orso avvenuta venerdì scorso. La Lav chiede che la Procura della Repubblica di Sulmona contesti all’uccisore dell’orso non solo il reato di animalicidio (articolo 544 bis del Codice penale), che prevede fino a due anni di reclusione, ma anche il furto venatorio (articoli 624 e 625 comma 7) e la distruzione di specie protetta (articolo 727 bis). Ciò – sostiene l’associazione – è fondamentale per migliorare la già positiva indagine del Corpo Forestale dello Stato, dato che si tratta di reati contro tutti e contro lo Stato e visto che l’orso e’ una specie particolarmente protetta, anche a livello internazionale.

La Lav chiede al Prefetto dell’Aquila di revocare immediatamente la licenza di caccia e il porto d’armi all’indagato. Governo e Parlamento integrino la Legge 189 del 2004 prevedendo l’applicazione delle misure cautelari personali fondamentali per chi si macchia di tali delitti al fine di non farli reiterare e attivando intercettazioni e il mandato di arresto europeo per crimini sovranazionali. Bisogna dotare di adeguati strumenti investigativi le Forze di Polizia, dice infine la Lav.

Per tornare alla cronaca, messo davanti ai chiari, precisi e concordanti indizi raccolti dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale (Nipaf) di L’Aquila, nel pomeriggio di oggi l’uomo si è assunta la responsabilità di aver cagionato la morte del plantigrado,  ucciso con una fucilata. Assistito dall’avvocato di fiducia, il 61enne ha iniziato a collaborare con gli inquirenti ed ha reso spontanee dichiarazioni davanti al pubblico ministero ed alla p.g. operante, assumendosi la responsabilità di aver cagionato, accidentalmente, la morte dell’orso. La versione del fortuito colpo di arma da fuoco esploso dall’uomo nella notte dell’ 11 settembre, dovrà essere confrontata con il quadro probatorio ricostruito dalla polizia giudiziaria. Si è saputo che alcuni giorni prima della morte dell’animale l’uomo aveva subito danni alla sua proprietà e ai suoi animali da parte di un orso.