La Provincia di Chieti sta facendo tutto il possibile per salvare il Consorzio Mario Negri Sud di S. Maria Imbaro, pur avendo soltanto il 15 per cento delle quote dell’attuale Consorzio. Abbiamo convocato una riunione alla quale quasi tutti gli Enti hanno manifestato la volontà di esserci ma hanno anche ribadito di non potersi esporre a livello economico a causa delle difficoltà di bilancio in cui molti degli enti stessi si dibattono”. Lo affermano il presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio e l’assessore al bilancio Alessio Monaco replicando alle affermazioni dell’ex presidente Tommaso Coletti. “Per quanto ci riguarda come Giunta provinciale, lo scorso 28 aprile – proseguono Presidente e Assessore – abbiamo approvato semplicemente una delibera di indirizzi, delibera che dovrà dunque passare vaglio e all’approvazione del Consiglio Provinciale, e che prevede due interventi: da una parte la donazione, da parte della Provincia, delle strutture immobiliari esistenti al Centro di ricerche biomediche e farmacologiche Mario Negri Sud. E, contestualmente, la trasformazione della figura giuridica del Consorzio Mario Negri Sud in Fondazione. Riguardo alla prima linea di indirizzo va sottolineato che gli stessi amministratori del Consorzio hanno valutato che la donazione degli immobili esistenti è l’unica possibilità che resta per scongiurare la chiusura dell’Istituto. Quanto alla nascita della Fondazione, che vedrà tra i soci fondatori la Provincia di Chieti, la Regione Abruzzo e l’Istituto Mario Negri Sud di Milano, ben potrà essa realizzare la funzione di raccolta di nuove adesioni di persone fisiche e giuridiche, pubbliche e private, in grado di sostenere l’attività scientifica e di ricerca. Chiedere, come ha fatto il Pd attraverso Coletti, di allargare la base consortile, è anacronistico ed impraticabile dal momento che è la Legge a vietare agli Enti Pubblici l’ingresso nei Consorzi. Crediamo inoltre che Coletti abbia fatto un po’ di confusione nel bollare come nullo l’atto di Giunta: si tratta, lo ribadiamo, di una delibera di indirizzi e se l’avesse letta meglio avrebbe visto che ogni decisione spetterà al Consiglio Provinciale. La Giunta provinciale, in questo caso – concludono Di Giuseppantonio e Monaco – , ha correttamente e legittimamente esercitato il proprio ruolo di fornire indirizzi che possano portare alla soluzione del problema e in questo caso alla salvaguardia di un Centro di eccellenza che la Provincia e il territorio vogliono conservare”.
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