Il Patto per lo sviluppo, infatti, è stato recentemente oggetto di critica da parte di altre Associazioni di categoria, così come già lo fu da parte di Confindustria qualche mese fa quando, preannunciando i venti di crisi che ora si stanno abbattendo come uno tsunami sul nostro paese, con una apposita conferenza stampa intese già richiamare la Politica alla responsabilità e all’attuazione del programma che il Patto si era dato e alla necessità di dare avvio ad una nuova fase di programmazione che superasse steccati ideologici e soprattutto, un vecchio e ormai insostenibile modo di fare politica e amministrazione.
“Il fallimento del Patto per lo Sviluppo – ci ha sentenziato Angelucci – sarebbe il fallimento dell’Abruzzo e della politica: noi ci siamo e ci resteremo”.
Questo infatti è il primo problema su cui Confindustria Abruzzo richiama fortemente l’attenzione: la soluzione ormai non è più rinviabile, stante una crisi che, con i mutamenti continui degli scenari, può ormai definirsi strutturale avendo comunque determinato la riclassificazione delle Imprese, del loro posizionamento nei mercati e della loro capacità di aggredirli.
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