E’ stato raggiunto dunque l’obiettivo perfezionato ad anno in corso dalla Fiat nell’accordo con i sindacati Fim-Cisl, Uil-Uilm, Fismic e Ugm Metalmeccanici del 12 settembre scorso, non firmato dalla Fiom-Cgil, sull’aumento di produzione e il premio straordinario per i dipendenti. Le parti avevano infatti indicato in quota 224 mila furgoni l’obiettivo da raggiungere per l’erogazione del premio straordinario in base alle ore di “effettiva prestazione lavorativa”, esclusi cioeé dal computo i permessi retribuiti, le ferie, la mezz’ora di mensa, le ore di inattività, le assenze dal lavoro e fatte salve le ore di “permesso sindacale retribuito riconosciute dall’azienda”. Il premio, considerato un caso eccezionale nella galassia italiana della Fiat, va da un minimo di 150 euro a lavoratore per la fascia 1.501-1.577 ore a un massimo di 900 euro da 1.700 ore in su, tutti importi da intendersi al lordo e il cui saldo verrà erogato entro questo mese.
E a proposito di buste paga, la Fiom denuncia che in quelle di gennaio 2012 non ci sono le trattenute sindacali relative ai tesserati al sindacato.
“La Fiat intende cancellare le libertà associative sancite dalla Costituzione facendo sparire – tuona il segretario provinciale della Fiom di Chieti, Marco Di Rocco (foto in alto a destra) – La Fiat riconosce solo i sindacati compiacenti e solo quelle sigle che hanno aderito al “contratto vergogna”: porteremo nei tribunali questa nuova discriminazione della Sevel ai danni della Fiom e di chi sceglie liberamente di aderire a questa grande organizzazione. Negare il diritto di scegliere liberamente da quale sindacato farsi rappresentare e’ un atto di arroganza – sottolinea Di Rocco – Marchionne vuole imporre “la sua ricetta” anche ai lavoratori della Sevel e la Fiom viene vista come un problema, l’ostacolo da superare ad ogni costo. Invitiamo le lavoratrici ed i lavoratori della Sevel ad iscriversi in massa, contattando le nostre RSA ed i nostri direttivi. Dalla settimana prossima il camper della libertà sindacale sarà presente davanti i cancelli per raccogliere le iscrizioni: oggi, iscriversi alla Fiom è un dovere sacrosanto dei lavoratori. Invitiamo inoltre – conclude Di Rocco – gli organismi istituzionali e politici della nostra regione a prendere le dovute distanze da questo atto antidemocratico messo in campo dalla Sevel di Atessa”.
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