“Il 2012 rischia di essere l’anno peggiore e i segnali ci sono tutti – dice Manzi -. Con il perdurare della crisi tante aziende metal meccaniche sono “in coma economico e produttivo” a causa della rigidità d’accesso al credito imposto dalle banche e dalla riduzione costante della produzione. Con la crisi le aziende continuano a tagliare i costi fissi licenziando i dipendenti e distruggendo il patrimonio professionale della provincia di Chieti. Dai primi giorni di gennaio 2012 nel settore metalmeccanico abbiamo ricevuto richieste di cassa integrazione e procedure di mobilità, in particolare da aziende dell’indotto Honda sulle quali resta alta la nostra attenzione. Questa insicurezza occupazionale – conclude il segretario provinciale della Uilm Uil di Chieti – crea un notevole disagio sociale, pertanto bisogna fermare i licenziamenti utilizzando tutti i possibili strumenti alternativi”.
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