Sevel

Recupero di produzione al sabato a regime ordinario alla Sevel: la Fiom proclama sciopero

Otto ore di sciopero scaglionate tra sabato 7, il successivo 14 e per domenica 22 giugno, sono state indette dalla Fiom Cgil. Lo ha comunicato il Segretario Generale di Chieti Davide Labbrozzi. Le motivazioni dell’astensione dal lavoro vanno ricercate nel fatto che la Sevel, dove per il sindacato si “consumerà un altro scempio”, per la prima volta nella storia trentennale dello stabilimento, “ci sarà un recupero di produzione al sabato a regime ordinario – lo stop era stato deciso in occasione delle elezioni europee ed amministrative – senza il pagamento dello straordinario, per recuperare una fermata collettiva, decisa e praticata in modo unilaterale dall’azienda. “Consideriamo scorretto e sbagliata questa decisione – dice la Fiom – che mirava a non far subire assenze derivanti da impegni nei seggi elettorali. Il tutto  non preventivabile in largo anticipo, comunque non poteva e non può determinare una fermata collettiva, tra l’altro, imposta e governata con il riposo compensativo. Questo è potuto accadere perché i “firmatutto”, nell’accettare il Contratto Collettivo Specifico di Lavoro ed il collegato Addendum, hanno cancellato la contrattazione e dato la possibilità all’Azienda di poter gestire gli orari di lavoro con la sola incombenza, per l’impresa, di “comunicare” le proprie scelte. La FIOM-CGIL, aveva previsto già dal 2010, cosa sarebbe potuto accadere con i nuovi accordi e cioè, il diritto dell’Azienda di risolvere i suoi problemi passando semplicemente per la pratica dell’esame congiunto. Detto ciò, non possiamo lasciare che le lavoratrici ed i lavoratori vengano divorati dagli “accordicchi” che le altre organizzazioni (Fim, Uilm, Fismic ed Ugl) hanno sottoscritto come non è possibile generare il precedente dei precedenti. Bisogna scioperare per dire no alle soluzioni fai da te, all’applicazione di “accordicchi” che non tutti hanno sottoscritto e per contrastare questa idea di gestione degli eventi che, a questo punto, solo le lavoratrici ed i lavoratori dovrebbero pagare”.