Lo stabilimento Honda

La R.S.U. della UILM UIL della Honda: “Basta con le forniture asiatiche”

Un nuovo incontro al Ministero dello Sviluppo Economico per ridefinire i termini dell’accordo e far slittare la scadenza del pareggio di bilancio alla Honda di Atessa è stato chiesto espressamente dalla R.S.U. della UILM UIL della casa nipponica

Il motivo va ricercato nel fatto che nello stabilimento sangrino, nonostante i sacrifici dei lavoratori “questi sono stati vanificati a causa dell’aggravio dei costi di produzione legati alle note vicende del mancato arrivo dei particolari provenienti dal Sud Est asiatico. I ritardi di produzione – si spiega – le fermate forzate e i costi lievitati stanno pregiudicando notevolmente il cammino verso il pareggio di bilancio previsto per il 2016. Ricordiamo che il progetto New Honda Italy, siglato al Ministero dello Sviluppo Economico e condiviso con la stessa Proprietà, prevede la garanzia del lavoro e non la cassa integrazione  per i 355 dipendenti  e i 92 lavoratori stagionali.  Ci chiediamo, come possiamo raggiungere un pareggio di bilancio strettamente legato alla fatturazione, visto che le navi provenienti dall’Asia non riescono a consegnare i pezzi per assemblare le moto e l’alternativa del trasporto aereo è costosissimo? Cara Proprietà Giapponese, siamo fermamente convinti di recuperare le perdite produttive, ma per la R.S.U. UILM non è giusto che devono essere i dipendenti a pagare le scelte logistico/organizzative che stanno danneggiando il futuro della Honda di Atessa e di tutti i lavoratori del territorio”.