Massimo Cirulli

La Filt Cgil Abruzzo a D’Alfonso: “Commissariare Arpa, Gtm, Saga e Sangritana”

La Filt Cgil Abruzzo, attraverso Franco Rolandi, segretario generale del sindacato, ha chiesto alla Regione e al Presidente Luciano D’Alfonso, titolare della delega governativa sui trasporti e sulle infrastrutture, di intervenire per fermare “la continua emorragia di decisioni irrazionali di fine mandato all’Arpa e alla Gtm per le quali non sono note le reali intenzioni e motivazioni e senza perdere altro tempo a commissariare le società di trasporto abruzzesi, cioé Arpa, Gtm, Sangritana e Saga”.  Rolandi, insiste su questa linea per ”dare un segnale chiaro ed inequivocabile sulla volontà della Regione a perseguire con convinzione la riforma del settore ed in primis l’unificazione delle aziende regionali di trasporto”.

Il presidente della GTM, Russo

Il presidente della GTM, Russo

Un appello che scaturisce dal fatto che “non appena il Presidente della Regione, D’Alfonso, ha lasciato chiaramente intendere (anche attraverso la saggia decisione di avocare a sé le deleghe governative sui trasporti e sulle infrastrutture) di voler imprimere una decisa accelerazione sul processo di riforma del settore ma soprattutto sul progetto di unificazione delle aziende regionali di trasporto, gli storici oppositori al cambiamento, si sono immediatamente attivati riproponendo quei provvedimenti e quelle decisioni “ad orologeria” che ostacoleranno e, comunque danneggeranno le iniziative del Governatore della Regione. Nello stesso giorno e con un tempismo che desta più di un sospetto, sia in Gtm che in Arpa, i rispettivi presidenti in scadenza di mandato, si sono resi protagonisti di decisioni irrazionali ed assurde che determineranno non pochi problemi a chi con coraggio si appresta ad attuare un importante e per certi versi epocale riordino delle aziende regionali di trasporto – scrive la La Filt Cgil Abruzzo-. Il presidente Michele Russo, ovvero proprio colui che fino a qualche giorno fa, unitamente al suo collega di Arpa Massimo Cirulli, rilasciavano interviste e dichiarazioni con le quali paventavano i rischi di possibili esuberi (soprattutto nel personale amministrativo) derivanti dall’unificazione delle tre aziende regionali di trasporto, ha deciso di promuovere una serie di avanzamenti professionali nel settore amministrativo, individuando arbitrariamente i reparti e i soggetti beneficiari di sensibili aumenti di stipendio che in molti casi rasenteranno mediamente anche i 200/300 euro mensili fino a toccare importi anche decisamente più alti. Il tutto naturalmente in spregio ai più elementari principi di meritocrazia e trasparenza e senza peraltro avvalersi di regolari procedure concorsuali così come espressamente previste nel vigente RAP (regolamento avanzamento e promozioni). Il fatto tuttavia più grave è che queste promozioni a pioggia, molte delle quali previste per figure apicali, andranno ad appesantire e complicare il lavoro di chi a breve si accingerà a mettere insieme gli organici delle tre aziende di trasporto Arpa, Gtm e Sangritana e che inevitabilmente con questa scellerata operazione, si troverà di fronte soprattutto nelle posizioni medio-alte, profili professionali duplicati e ai quali sarà difficile trovare una giusta collocazione. Ancora una volta il Presidente di Arpa SPA Massimo Cirulli, con un provvedimento del tutto illogico ed incomprensibile, ha deciso unilateralmente la disdetta (a decorrere dal 2015) da Confindustria e in particolare da Asstra ovvero l’Associazione che rappresenta le imprese pubbliche di trasporto locale e che è attualmente impegnata nel tavolo di trattativa nazionale nel difficile compito di rinnovare il contratto collettivo degli autoferrotranvieri scaduto da sette anni. Sostanzialmente con questa decisione, assunta peraltro senza il benché minimo confronto con la proprietà (ovvero la Regione Abruzzo) e in un contesto di assoluto isolamento decisionale rispetto alle altre due aziende regionali di trasporto locale (Gtm e Sangritana), rimaste invece legate a Confindustria, la sola Società Arpa si ritroverà nella condizione di non avere più alcun punto di riferimento e nessun tipo di rappresentanza anche nel confronto in atto per il rinnovo del contatto collettivo che qualora dovesse essere mai rinnovato, porrebbe i circa 900 lavoratori dell’azienda regionale in uno stato di precarietà, non avendo più la garanzia sui livelli occupazionali e sull’applicazione del contratto di lavoro. Ancora più irrazionale ed immotivata appare la decisione se si pensa che il Presidente Cirulli si appresta, come da Lui stesso annunciato – a rassegnare a breve le proprie dimissioni, ma soprattutto risulta una decisione incoerente se si relaziona al fatto che gli stessi dirigenti aziendali ai quali il presidente Cirulli è intenzionato, senza alcuna remora, a riconoscere cospicui premi in denaro per gli “eccezionali risultati” (13 milioni di euro di perdite) conseguiti nel 2013, non fanno altro (ancora oggi) che rivolgersi alla stessa associazione datoriale dalla quale l’azienda ha inteso prendere le distanze, per ottenere continue consulenze e servizi di natura giuridica, economica-finanziaria e sindacale anche sulle questioni più elementari e sulle quali, in qualità di dirigenti aziendali, dovrebbero essere autonomamente in grado di operare”.